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Dopo averci rifilato Toninelli, ora il M5S dà lezioni sui ministri di Meloni

L’uscita di Stefano Buffagni (M5S) su Gasparri possibile ministro. Da che pulpito viene la predica…

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Ospite venerdì scorso di Stasera Italia, condotto da Barbara Palombelli su Rete4, Stefano Buffagni, ex viceministro grillino dello Sviluppo economico, ha impartito una stupefacente lezione di competenza politica, bocciando senza appello l’eventuale candidatura di Maurizio Gasparri al ministero della Pubblica amministrazione. Interpellato in merito al tormentone del toto ministri, questo un esilarante passaggio del suo breve intervento: “Alcuni profili, mi viene in mente Giorgetti, Urso, Crosetto, sono profili di spessore che possono fare molto bene. Ma uno come Gasparri, mi conceda di dire – rivolgendosi alla Palombelli – che secondo me rappresenta proprio quello che i cittadini detestano della politica, ecco, quando si parla di competenza, io da cittadino non abbino Gasparri alla competenza.”

A quel punto, data l’enormità di una affermazione pronunciata da un esponente di un movimento che ha fatto dell’incompetenza quasi un vanto, la conduttrice lo ha interrotto garbatamente, ricordando la lunga carriera politica e amministrativa di Gasparri e sottolineando che, insomma, gli stessi grillini non è che nella loro esperienza di governo si siano avvalsi di menti particolarmente eccelse. Basti pensare, aggiunge chi scrive, agli ex ministri Toninelli, Lezzi e Bonafede per comprendere da quale pulpito giunga la predica.

In tal senso, ai tempi del primo esecutivo Conte, il ben poco diplomatico Alberto Forchielli definì, in talk trasmesso da Skytg24, “scimmie al volante” i dilettanti allo sbaraglio del M5s, sostenendo che “questo Paese scandito dai proclami di Di Maio è raccapricciante.” Erano i tempi, per noi liberali da incubo, in cui veniva annunciata l’abolizione della povertà da un balcone di Palazzo Chigi e si raccontava, tra le tante frottole propalate dai grillini, che risparmiando sulle spese militari – una briciola rispetto al grosso della nostra smisurata spesa pubblica – e su altri capitoli marginali, si sarebbero trovati pronta cassa trenta/quaranta miliardi di euro da destinare ai bisogni della cittadinanza.

Ora, personalmente non ho mai nutrito particolare simpatia per il succitato Gasparri, tuttavia, dopo i disastri che hanno combinato i grillini al governo, alias elefanti nella cristalleria, ben venga gente di esperienza a gestire quella che si preannuncia come la più grave crisi economica del dopoguerra.

Una crisi che si prospetta lunga e devastante e che per loro fortuna i “competenti” dell’onestà a 5 stelle affronteranno dai ben più comodi banchi dell’opposizione.

Claudio Romiti, 17 ottobre 2022