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Droga, sesso estremo e digitale: i 3 business dell’Occidente

Provo a leggere le vicende di Macerata da un punto di vista non politico ma manageriale, come massimo esperto del Ceo capitalism dominante (autonominatomi tale). Proviamo a ragionare freddamente, anche se non possiamo prescindere dall’aspetto più sconvolgente, quello che ha colpito, nel profondo, ciascun cittadino.

Diciamocelo, l’assassinio della povera Pamela è stato terribile, non tanto per la sua modalità, due coltellate e un colpo in testa, quanto per come è stato “processato” il suo cadavere. Al femminicidio, fatto da uomini (quasi sempre di razza bianca, come diceva quel tale), nostri concittadini, regolarmente iscritti al SSN, ci siamo (purtroppo) abituati da anni, ma alla modalità tribale africana di “processare” i cadaveri secondo riti magici, non eravamo ancora mentalmente attrezzati.

Comunque lo faremo presto, dobbiamo sapere che comprando la globalizzazione selvaggia, abbiamo pure comprato il multiculturalismo selvaggio, e ovviamente i suoi sfridi, compreso l’orrore che possano farci. D’altra parte lo slogan oggi vincente, impostoci dalle élite, è: “Siamo entrati in un modo nuovo, un mondo globalizzato, multiculturale, digitale, adeguiamoci in fretta”.

Seppur a fatica, ci stiamo adeguando.

Di questa vicenda l’aspetto politicamente più rilevante, che potrebbe addirittura far perdere le elezioni al cosiddetto Partito della Nazione (Pd e Fi), qualora i cittadini comuni riuscissero a fare i collegamenti culturali che ad essi sono sottesi, è stata proprio la successione di eventi: immigrati nigeriani illegali e/o espulsi integrano il reddito di cittadinanza indiretto che lo Stato versa loro, attraverso strutture intermedie italianissime (Coop rosse, bianche , gialle: quelle che ci fanno il business) spacciando droga per conto della italianissima Ndrangheta.

Questa, per abbattere i costi a favore del consumatore, applica il modello della gig economy utilizzando precari a piedi (nigeriani), in bicicletta (rider), in auto (driver). Attenendosi al modello del Ceo capitalism, ovviamente non pagando tassa alcuna, la redditività è mostruosa, paragonabile solo a quella di Silicon Valley.

Se ai due business che dominano oggi il mondo occidentale (digitale e droga), aggiungiamo il terzo business, il sesso estremo (divertente la domanda che mi sono posto e alla quale non so rispondere: “Peggio l’Ong Oxfam o Weinstein?”), abbiamo chiuso il cerchio del mitico mondo del Ceo capitalism che mette sempre al centro il “consumatore” e cancella la sua vita imponendogli un fasullo e ridicolo “stile di vita”.

Spero che il lettore l’abbia capito, questo è un divertissement, che vorrebbe, sorridendo, farci uscire dallo schema politicamente corretto impostoci dalla comunicazione di regime.

Riccardo Ruggeri, 14 febbraio 2018

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