Esteri

Drone russo in Romania. La domanda è: perché la Nato non l’ha abbattuto?

Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

L’incidente avvenuto nella notte a Galați, in Romania, rischia di aprire un nuovo e delicato capitolo nella guerra tra Russia e Ucraina. Un drone precipitato contro un edificio residenziale ha provocato un incendio e il ferimento di due persone, portando il conflitto oltre i confini ucraini e coinvolgendo direttamente il territorio di un Paese membro della Nato. Secondo le autorità romene, il velivolo sarebbe arrivato durante un massiccio attacco russo contro infrastrutture ucraine nella vicina regione di Odessa. L’impatto ha causato l’evacuazione di numerosi residenti e ha immediatamente fatto scattare l’allarme nelle cancellerie europee e atlantiche.

Intanto le autorità militari romene hanno spiegato che l’abbattimento del drone non sarebbe stato possibile senza rischi per la popolazione civile. Secondo il generale Gheorghe Maxim, del Comando delle Forze Congiunte della Romania, il velivolo è rimasto nello spazio aereo nazionale per circa quattro minuti e neutralizzarlo sopra un’area urbana avrebbe potuto provocare conseguenze ancora più gravi a causa dei detriti. In sostanza, le forze armate rumene non hanno avuto il tempo sufficiente per abbattere il drone che così si è schiantato contro un condominio: non vi erano “opportunità realistiche per neutralizzarlo in sicurezza” perché “il tempo che avevamo a disposizione, quattro minuti, era estremamente breve”. Inoltre il presidente rumeno Dan Nicusor ha spiegato che la decisione di non intervenire è stata presa “perché non sussistevano le condizioni necessarie per distruggerlo senza mettere in grave pericolo la sicurezza della popolazione civile”.

Durissima la reazione di Bucarest. Il presidente Nicușor Dan ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa Nazionale e ha definito inaccettabile il fatto che la guerra in Ucraina finisca per colpire anche cittadini romeni. Il ministero degli Esteri ha parlato di una «grave e irresponsabile escalation», annunciando di aver informato gli alleati e il segretario generale della Nato e chiedendo un rafforzamento delle capacità anti-drone del Paese.

Da Bruxelles è arrivata una condanna immediata. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sostenuto che Mosca abbia «oltrepassato un altro limite», ribadendo la piena solidarietà alla Romania e annunciando il lavoro sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Anche l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione, Kaja Kallas, ha definito l’episodio una «violazione evidente e grave» della sovranità romena e dello spazio aereo europeo. La Nato ha parlato di comportamento «sconsiderato» da parte di Mosca. La portavoce Allison Hart ha confermato che l’Alleanza continuerà a rafforzare le proprie difese contro la minaccia rappresentata dai droni, mentre il segretario generale Mark Rutte è rimasto in costante contatto con le autorità di Bucarest.

Anche il governo italiano ha espresso forte preoccupazione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto «un atto gravissimo», sottolineando come la guerra continui a colpire «brutalmente civili innocenti» e a mettere «a rischio la sicurezza europea». Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha condannato la violazione dello spazio aereo romeno chiedendo alla Federazione Russa «un impegno serio per una pace giusta e duratura». Per il ministro della Difesa Guido Crosetto si tratta invece di una «pericolosa e irresponsabile escalation che non può essere tollerata».

Dall’Ucraina il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha sostenuto che l’episodio dimostri ancora una volta come l’aggressione russa rappresenti «una minaccia reale per l’intera Europa», rilanciando la richiesta di ulteriori sanzioni contro Mosca e di un rafforzamento della difesa aerea ucraina.

Di tutt’altro tenore le dichiarazioni provenienti dal Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha accusato l’Europa di essere ormai parte attiva del conflitto, sostenendo che le armi europee «ci stanno sparando direttamente addosso» e che, per questo motivo, Bruxelles non possa rivestire alcun ruolo di mediazione. Peskov ha inoltre definito «il più grande errore» il rifiuto europeo di mantenere un dialogo con Mosca, individuando proprio in questa scelta la causa dello stallo diplomatico tra Russia e Unione europea.

 

 

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Arcobaleno selettivo - Vignetta del 29/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Arcobaleno selettivo

Vignetta del 29/05/2026