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Due consigli a Salvini

matteo salvini amministrative

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Di Paolo Becchi

Anzitutto di cosa stiamo parlando? Di 12 milioni di italiani che sono andati a votare? No, o meglio sì, però sulla carta. Nella realtà hanno votato solo 6 milioni di italiani, perché gli altri sei sono rimasti a casa. Perché questo sia avvenuto non interessa a nessuno. L’unica cosa che sappiamo è che la maggioranza di questi non sono di sinistra. Ma di questo ovviamente non si tiene conto. Bella figa , se volevi che il tuo voto contasse dovevi votare .

Come che sia sulla base di 6 milioni di italiani siamo giunti ad una unica conclusione: Salvini e il sovranismo sono finiti, ha vinto il Pd e … Giorgetti. Il prezzemolo che ormai sta dappertutto. La Lega ritorni nelle sue “ riserve indiane”.

Analisi di una profondità notevole. Non sappiamo neppure come finirà a Roma ma tutto è già scritto.

Ok lasciamo pure che i giornali facciano il loro lavoro, io però due consigli spassionati a Salvini li darei.

1. Un primo consiglio molto semplice che occupi per una settimana il suo (nuovo) ufficio di comunicazione. Si è votato in oltre mille comuni, si contino i voti della Lega comune per comune, dove i voti sono a aumentati e dove sono diminuiti. E poi si faccia una analisi accurata del voto.

2. Un secondo consiglio: puntare nelle città in ballottaggio sugli astenuti. Non sarà facile a farli uscire di casa ma ci si può provare.

Ieri è successo quanto molti si attendevano da tempo. Sulla delega fiscale la Lega non ci sta. È il primo segnale forte a Draghi, la Lega pur al governo mantiene nel governo la sua autonomia. La casa per gli italiani è qualcosa che non si tocca e Salvini ha toccato un punto che sta a cuore di molti italiani. Il Parlamento in questa fase non conta più nulla, tutto decide il governo e allora è inevitabile che la dialettica politica si sposti nel governo. Draghi non si curerà della cosa e andrà avanti col pilota automatico? Può essere ma da oggi non avrà più vita facile.

Il rischio è “Ursula”? Certo il pericolo c’è. Per disattivarlo c’è però un modo. Parlare con Berlusconi per vedere da che parte sta e costruire quella Unione di centro che sarebbe la vera mossa politica vincente.