Caffè avvelenato

E adesso i buoni sono i Pasdaran?

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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ayatollah khamenei

Qui al bar i clienti sono confusi: “Scusate, ma i buoni non eravamo noi occidentali?”. “Certo: le democrazie”. E di Israele non ci dicevano: avrà i suoi metodi discutibili, ma è l’unico posto in Medio Oriente dove si può celebrare un gay pride? Adesso il vento sta cambiando.

Fino allo scorso gennaio, il regime degli ayatollah era la teocrazia oscurantista che imprigionava una giornalista italiana innocente, per usarla come merce di scambio con un ingegnere ricercato dagli americani e detenuto nel nostro Paese. Ma ora, i Pasdaran stanno pian piano diventando le vittime: non hanno attaccato per primi; avranno pur diritto alla loro energia atomica; chissà se davvero lavoravano alla bomba, mancavano ancora tre anni; le guerre preventive non si fanno; c’è il rischio di escalation; c’è il rischio di un olocausto nucleare.  C’era anche con la guerra in Ucraina, quando l’Occidente si è infilato in un conflitto per procura contro una potenza che, di ordigni dell’apocalisse, ne ha diverse migliaia; ma allora i buoni eravamo ancora noi.

Se non altro, con la semplicità con cui si beve un cappuccino, la vecchia favoletta dei liberali e democratici contro i distruttori di diritti umani si è sgretolata. Grazie a Israele abbiamo scoperto che anche le democrazie sbagliano. Grazie a Trump non siamo più disposti a morire con l’America. Qui al bar, qualcuno si sta già facendo crescere la barba alla Khamenei…

Il Barista, 18 giugno 2025

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