Lo scontro tra parte della magistratura ed il potere esecutivo è ormai una costante dal 1994, ovvero da quando il compianto Silvio Berlusconi ha deciso di scendere in politica. Dal famoso avviso di garanzia, durante il G7 nel novembre del 1994, al processo a Salvini sono trascorsi circa trent’anni in cui parte della magistratura ha tentato di far politica.
La situazione non è mutata, come afferma anche il direttore Piero Sansonetti (che rammento essere un uomo di sinistra): “Berlusconi è stato perseguitato ed i processi sono stati organizzati in maniera sistematica per scalzarlo dal potere”, continua poi affermando che la sinistra “chiede alle procure di fermare gli avversari”. Il direttore dell’Unità, però, non è una voce isolata; il tema dello sconfinamento di parte del sistema giustizia in ambiti non di competenza è stato affrontato anche dal dott. Luca Palamara in varie interviste (di cui una anche pubblicata in un precedente articolo) e da molti altri giornalisti e leaders politici.
Il sottile filo che lega gli “atti dovuti” alle archiviazioni
L’articolo 112 della Costituzione obbliga il pm ad esercitare l’azione penale ogni qualvolta venga a conoscenza di informazioni o fatti che potrebbero costituire reato; inviare gli avvisi di garanzia agli individui coinvolti, o archiviare, è lasciato alla discrezionalità del giudice e all’interpretazione delle norme a seconda della fattispecie di ipotesi di reato contestato.
Pertanto, due variabili malleabili a piacimento (nda) che mettono, di fatto, il coltello dalla parte del manico nelle mani dei giudici. Alcuni lo lasciano cadere (archiviazione) ed altri, ovvero gli appartenenti a correnti notoriamente vicine ad ambienti di sinistra, ne “approfittano per screditare un avversario politico dei partiti di riferimento delle loro correnti anche se sanno, sin da principio, che il tutto si concluderà con un nulla di fatto”.
Ciò accade spesso sotto elezioni o, addirittura, quando sentenze nei confronti di un qualsiasi politico di centro-destra non siano in grado di metterlo fuori dai giochi; prova ne è il ricorso contro l’assoluzione d Salvini. Il tempismo con cui vengono aperte le indagini è spesso anomalo, quando si è in prossimità di tornate elettorali, o programmato quando i “nemici” sono al potere.
L’azione “politica” di una certa magistratura
Tenendo ben saldo il principio sancito dall’art.112, ed il concetto di indipendenza del Potere Giudiziario, le due “variabili” poc’anzi descritte (il famoso coltello dalla parte del manico nelle mani di alcuni magistrati) viene usato legalmente e nel pieno rispetto delle leggi. Ciò impedisce ai destinatari di avvisi di garanzia, o addebiti di presunti reati, di poter tutelare la propria immagine a cospetto degli elettori in quanto “indagati” che, per gran parte della popolazione (soprattutto elettori di sinistra), significa già condannati.
Ma l’azione politica (di parte della magistratura) non si ferma qui; sentenze a difesa di “delinquenti”, e contro una certa idea di ordine e sicurezza che incarna la destra, come quella del dicembre 2021 in cui una cassiera di un supermercato fu condannata a pagare le spese legali dopo che un bandito “le aveva sparato 200 pallini e l’aveva ferita” perché “aveva urlato troppo nei confronti del ladro”.
Idem dicasi per tutte le azioni nei confronti di agenti delle Forze Dell’Ordine messi sotto processo per aver adempiuto ai propri doveri, le assoluzioni per immigrati (oltretutto irregolari) per reati, sebbene considerati minori, le scarcerazioni dopo pochi giorni di micro-criminali, non da ultimo gli avvisi di garanzia a Ministri ed alla Premier (poi stralciata), per i fatti che ben conosciamo, ed il tentativo di delegittimare la soluzione Albania ideata per contrastare l’immigrazione illegale. Per non parlare della sentenza Carola Rakete e così via… Tutto è parte di un disegno globale che è finalizzato alla delegittimazione delle idee e delle soluzioni adottate da formazioni di centro-destra; praticamente una messa al bando dei partiti facendo passare la loro azione di Governo come “lesiva di diritti umani, praticata in violazione di leggi o esercitata commettendo abusi”.
Esattamente ciò che sosteneva Sansonetti, ossia che le procure compiacenti si mettono a disposizione delle formazioni di sinistra per intralciare il cammino degli avversari e delegittimarli (nel reale senso del termine) agli occhi degli elettori, o dei cittadini se già al potere. Di fatto una limitazione della libertà di espressione portata avanti “legalmente”.
La “richiesta di aiuto” alla Corte Europea
Non essendo riusciti, alcuni giudici in Patria, ad “eliminare” Salvini dalla scena politica ed indebolire il Governo, ecco che la Corte Europea “interviene a supporto” dei democratici italiani (ed anche in aiuto di quella parte di magistratura che non è riuscita nell’intento) definendo “illegale” il centro smistamento in Albania, in cui gli illegali veri sono trattenuti (e non detenuti) con tutti i comforts in attesa di stabilire se hanno il diritto o meno di restare sul territorio italiano. E poi… si definiscono legali i CARA in cui gli immigrati sono letteralmente detenuti come bestie ed in condizioni igienico-sanitarie insufficienti. Tutto ciò non ha senso, ecco perché c’è premeditazione, sia da parte delle istituzioni giudiziarie italiane (sempre una parte) sia europee in quanto non gradiscono che l’Italia abbia un Governo di destra che sta facendo bene.
Tentativi di “colpo di Stato”?
Non potendo sovvertire l’esito delle elezioni, che le destre hanno vinto nonostante decenni di fango mediatico ed accuse di fascismo e razzismo ad ogni alito di vento, ecco che si tenta attraverso la giustizia di creare le condizioni affinché il Governo possa cadere prima che una eventuale seconda affermazione di Meloni, forte già grazie ai dati economici ed occupazionali, apprezzata in tutto il mondo, dia definitivamente il colpo di grazia a Pd, M5S e residuati vari di sinistra, oltre che riformare la giustizia in modo che certi magistrati non possano più nuocere. Come definire tutto ciò se non tentativi di sovvertire il Potere?
Antonino Papa, 9 agosto 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


