È morta Emma Bonino, ex ministro e storica radicale. Pochi giorni fa era stata ricoverata in terapia intensiva, a causa di un malore mentre si trovava nella sua casa di Roma. Le condizioni di salute, secondo i bollettini dell’ospedale Santo Spirito, erano delicate ma era stata trasferita in una struttura privata. Oggi il decesso, dopo anni di battaglia contro il tumore.
Nel gennaio 2015 a Bonino fu diagnosticato un microcitoma al polmone sinistro. Annunciò la malattia a Radio Radicale con queste parole: “Un ospite indesiderato si è piantato nel mio polmone sinistro”. Seguì sei mesi di chemioterapia e cure durate otto anni. Nel 2023 annunciò la remissione completa del tumore. Alla fine del 2024 fu ricoverata in terapia intensiva per un’insufficienza respiratoria legata alle conseguenze della malattia. Dopo il rientro nella sua abitazione di Campo de’ Fiori, nel centro di Roma, riprese a fumare. Aveva continuato a farlo anche durante e dopo le cure. In quella fase disse: “Non voglio prediche, voglio vivere così”.
L’incontro con papa Francesco
Dopo il ricovero del 2024, papa Francesco andò a farle visita nella sua casa romana. Bonino, laica e amica del pontefice, raccontò il colloquio ai giornali: “Francesco si è informato della mia salute, mi ha incoraggiata, mi ha detto: tieni duro perché poi l’erba cattiva non muore mai“. Nella foto dell’incontro, Bonino e il Papa erano seduti uno di fronte all’altra in sedia a rotelle, sulla terrazza della casa.
Dai Radicali alla Camera dei deputati
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, Bonino arrivò a Roma poco più che ventenne. Entrò in contatto con il movimento radicale e nel 1976 fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati. A Montecitorio si presentò con una gonna a fiori, zoccoli, una borsa di paglia e una sigaretta tra le dita. Sandro Pertini, poi presidente della Repubblica, la chiamò “il monello di Montecitorio“.
Le battaglie radicali sul divorzio e sull’aborto segnarono una parte centrale della sua attività. Durante la campagna per la legalizzazione dell’interruzione di gravidanza, Bonino parlò anche del proprio aborto clandestino, che in quel periodo poteva essere punito con il carcere.
Bonino ricoprì incarichi di ministra nei governi di Romano Prodi e Enrico Letta. Fu anche commissaria europea. Nel corso della sua attività si recò in diversi Paesi, tra cui Sierra Leone, Somalia, Polonia, Ruanda e Uganda. Visse anche al Cairo per studiare l’arabo. Nel 1999 fu proposta come candidata alla presidenza della Repubblica: sarebbe stata la prima donna a salire al Quirinale. Andò male.
“Emma Bonino ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione – ha scritto sui social Giorgia Meloni – Le nostre storie e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione. Alla sua famiglia e ai suoi cari va il mio cordoglio”.
Articolo in aggiornamento
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