Cin Cinico

Ecco a voi il nuovo idolo della sinistra: vuoi pure una carezza?

Dario Costa prima sbraita contro il Ponte sullo Stretto poi, criticato da Salvini, fa la vittima. Ma a 21 anni frignare è un po' troppo

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dario costa

Dario Costa ha 21 anni, è siciliano ed è un “no ponte”. Dario, diventato da qualche giorno il paladino della sinistra dei no, come i suoi predecessori non ha inventato nulla, non ha proposto nulla: ha solo scoperto che un video indignato (purché ben recitato) può trasformarlo in un fenomeno mediatico, poco importa se da baraccone. Anche la cattiva pubblicità è pubblicità.

Così inizia la sua storia: un inciso tratto da una sua intervista, dove sbraita quasi a farsi uscire gli occhi dalle orbite, guardandosi bene dal dire qualcosa di concreto o intellettualmente onesto, in cui semplicemente attacca il Ponte sullo Stretto a fallo di loppide ma con la foga di chi ha già preparato tutto il copione: slogan, posa, applausi virtuali. Niente dati, solo granitiche certezze da polemico dell’ultima ora.

Ebbene, il ministro condivide la pantomima sui suoi canali e così il giovane predicatore in erba fiuta il colpaccio, assapora la gloria fra i compagni e si lancia a capofitto nel tunnel del vittimismo: quanto basta a trasformarlo in adolescente offeso, flagellato dalla disgraziata minaccia autoritaria che da anni ormai incombe sull’Italia.

In un amen riparte la nuova tiritera del “bullismo politico”. Curioso: urli come un invasato dozzinali banalità e sei un cittadino consapevole, socialmente e politicamente attivo. Ti rispondono con ironia senza offenderti in alcun modo e diventi vittima del sistema. A 21 anni poi per alcuni devi di diritto scampare al contraddittorio. A 21 anni pare tu possa gridare durante una pacata intervista senza che nessuno dica “guarda che squinternato!”. Va bene, prendiamo nota.

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Costa peraltro non è l’unico. È solo l’ennesimo esponente del partito generazione degli ignoranti che sanno di esserlo e che quindi esplorano la via del vittimismo. Il Ponte sullo Stretto, piaccia o meno, non è un meme da attaccare a caso, non è un progetto politico, per quanto chi è miope o in malafede voglia dipingerlo così. È un progetto infrastrutturale concreto, pianificato, con dati e analisi. Ma i contrari sono così ridotti male che basta gridare “Non serve!!!” e poi venire smentiti con i dati per diventare paladini contro il sistema marcio corrotto e cattivo.

Dario Costa ha voluto la ribalta. L’ha ottenuta. Ma non ha granché da dire, basta vedere il suo video di replica, una via crucis di 4 minuti dove legge un copione (manco lo sforzo di imparare a memoria il sermone contro la desssssstra, eddai).

In sintesi: il problema non è il Ponte. Non è Salvini che risponde. Il problema è che molti credono ancora che indignarsi e fare chiasso sia sufficiente per essere credibili. E che l’età o i repost di vari illustri sedicenti intellettuali li salvi dalle conseguenze. “Mi hanno esposto!”, “Non è giusto!”. Vuoi una carezza? È la libertà di critica e d’opinione, amico mio. Il dibattito è scontro di idee, è scontro. E sì, a 21 anni puoi e devi affrontarlo.

Alessandro Bonelli, 17 agosto 2025

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