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Ecco cosa è successo davvero al Quirinale

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Raccontano che il Quirinale si sarebbe assai infuriato. Perché nel giorno dell’apertura della crisi formale, Giuseppe Conte non avrebbe telefonato personalmente a Sergio Mattarella per annunciare le dimissioni da presidente del Consiglio. Sarebbe stato infatti Rocco Casalino a comporre il numero di telefono dell’alto Colle e a parlare con i vertici dell’ufficio stampa della presidenza della Repubblica.

L’idea iniziale di agenda del premier ruotava attorno a uno schema del tipo: verso le 19 convoco un Consiglio dei ministri, e solo dopo mi reco al Colle. Dalle parti di Mattarella avrebbero reagito con frasi del tipo: “Non è lui che decide quando e come venire. Se ne riparla domani”. Chi conosce le liturgie istituzionali, definisce l’errore blu del premier “una sgrammaticatura” che non aiuta il prosieguo del confronto. Anche perché nulla è scontato.

Le consultazioni si apriranno nel pomeriggio di mercoledì e dureranno fino a giovedì. Poi Mattarella scioglierà la riserva e non è scontato che ridia l’incarico all’avvocato del popolo. Dovrà infatti palesarsi il nuovo gruppo di costruttori, non certo alla Camera, ma al Senato dove la maggioranza è assai periclitante. E allora, o Conte ha la carta e la tirerà fuori al momento opportuno. Sempre se M5s e Pd siano sempre leali al Conte-ter. Oppure, da domattina inizierà una fase. Senza Conte e chissà con chi.

Antonio Russo, 25 gennaio 2021