Articoli

Ecco Gratteri che legge la falsa intervista a Giovanni Falcone

Il procuratore di Napoli, volto del NO alla riforma della Giustizia, tira per la giacchetta il magistrato ucciso dalla mafia. E fa una figuraccia

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Durante una puntata della trasmissione DiMartedì su La7, il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha citato un’intervista inesistente del magistrato Giovanni Falcone per sostenere che fosse contrario alla separazione delle carriere dei magistrati. Gratteri ha recitato una frase attribuita a Falcone, affermando che provenisse da un’intervista del 25 gennaio 1992 pubblicata su Repubblica. Tuttavia, di quell’intervista non c’è traccia negli archivi e non risulta mai avvenuta.

La frase letta da Gratteri recitava: “Una separazione delle carriere può andare bene se resta garantita l’autonomia e l’indipendenza del pubblico ministero, ma temo che si voglia, attraverso questa separazione, subordinare la magistratura inquirente all’esecutivo. Questo è inaccettabile” Gratteri ha usato questa citazione per opporsi alla riforma della giustizia e supportare il fronte del No al referendum confermativo, previsto per la primavera 2024. Tuttavia, gli archivi storici confermano che Falcone aveva una posizione favorevole alla separazione delle carriere.

Le vere parole di Giovanni Falcone

Giovanni Falcone, noto magistrato antimafia assassinato nella strage di Capaci nel 1992, si era espresso chiaramente in passato sulla separazione delle carriere, ma in modo diverso rispetto a quanto dichiarato da Gratteri. In una celebre intervista a Repubblica del 26 settembre 1990, Falcone affermò: “Di per sé non mi scandalizzerebbe un pm dipendente dall’esecutivo”, precisando però che “nell’attuale momento storico, l’indipendenza del pm vada salvaguardata e protetta. Ma l’indipendenza non è un privilegio di casta”.

Anche in una intervista del 3 ottobre 1991, disse qualcosa di molto simile:  “Un sistema accusatorio parte dal presuposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa. Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacità, preparazione anche tecnica per perseguire l’ obbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi è, una specie di para- giudice. Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti. Contraddice tutto ciò il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtà, indistinguibili gli uni dagli altri. Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dell’ indipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalità dell’ azione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dell’ Esecutivo. E’ veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte. Gli esiti dei processi, a cominciare da quelli di mafia, celebrati col nuovo rito, senza una riforma dell’ ordinamento, sono paraltro sotto gli occhi di tutti”.

Il caso della falsa intervista di Paolo Borsellino

Un’altra vicenda riguarda Paolo Borsellino, collega di Falcone e anch’egli vittima della mafia nel 1992. Alcuni media e trasmissioni hanno attribuito a Borsellino una frase pronunciata, secondo loro, durante una puntata del programma Samarcanda di Michele Santoro, trasmessa il 23 maggio 1991. La presunta dichiarazione era la seguente: “Separare le carriere significa spezzare l’unità della magistratura. Il magistrato requirente deve poter svolgere la sua funzione senza dover rendere conto al potere politico”.

Tuttavia, verifiche effettuate nelle teche Rai dal Dubbio hanno confermato che Borsellino non partecipò mai a quella puntata e, in realtà, non fu mai ospite di quella trasmissione. Anche questa citazione, quindi, si è rivelata essere una fake news, utilizzata per criticare la riforma della giustizia attualmente in discussione.

Le false affermazioni e il dibattito politico

Le dichiarazioni false attribuite a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono ormai circolate ampiamente, alimentando il dibattito politico sulla riforma della giustizia. Nicola Gratteri, come principale volto della campagna per il No alla riforma, ha utilizzato la presunta intervista di Falcone, così come altri interventi simili sono stati rilanciati in programmi televisivi come Piazzapulita di Corrado Formigli. E i debunker? Muti.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026