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La banca aumenta i costi? E tu tradiscila

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Vuoi risparmiare sul costo dei conti correnti? Tradisci la tua banca o quantomeno chiedi di cambiare più spesso le condizioni che ti sono applicate.

Un cliente con un conto aperto da meno di un anno arriva a pagare fino a 50 euro in meno ad esercizio rispetto a un cliente fedele al proprio istituto da 10 anni (i nuovi utenti pagano in media solo 56 euro, mentre gli utenti fedeli da un decennio 106 euro).

Quelli che hanno conti aperti da oltre 10 anni risultano ben il 43,5% del totale (dati a fine 2019) e rischiano di pagare a caro prezzo la scelta di non tradire la propria banca di fiducia e non cercare una soluzione più conveniente sul mercato o di non rinnovarla presso la Banca stessa in cui hanno già il conto corrente.

Nel corso del 2020, a livello di costi, si conferma l’incremento più accentuato dei conti correnti online rispetto al 2019 (+29%), mentre per i conti tradizionali il rincaro per i clienti è del +22% (dati Osservatorio SOStariffe).

Secondo i dati pubblicati da Banca d’Italia (relativa ai numeri del 2019), la spesa per la gestione di un conto corrente è cresciuta di 1,6 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 88,5 euro. L’aumento più consistente è quello dei conti bancari online per i quali la spesa di gestione è aumentata fino 5,9 euro, dagli 0,2 nel 2018.

L’aumento della spesa è dipeso dalle modifiche nella composizione del paniere di servizi e operazioni, estrinsecatesi attraverso l’accresciuta detenzione di carte di pagamento ed il maggior numero di operazioni, soprattutto bonifici.

Le spese fisse, che rappresentano circa i due terzi della spesa complessiva ed ammontano a 57,6 euro, sono aumentate di 2,1 euro. La crescita è ascrivibile ai canoni di base (1,6 euro, 3,9 euro nel 2018), per i quali è stato riscontrato un maggiore canone annuo (da 52,7 a 53,2 euro) ed una maggiore quota di clienti tenuti al pagamento del canone stesso.

Sono inoltre aumentate, di poco più di un euro, le altre spese fisse”, nelle quali confluiscono servizi eterogenei e residuali come quelli per la tenuta dei dossier titoli o per la liquidazione periodica.

Di anno in anno le voci di spesa per la gestione del conto corrente continuano a lievitare verso l’alto e anche la via ‘low cost’ dei conti correnti online non è esente da rincari; anzi, abbiamo già sottolineato come siano stati proprio quelli a salire maggiormente in termini percentuali.

 

La spesa media registrata con un conto online nel 2020 risulta comunque ancora inferiore alla metà di quella legata all’utilizzo di un conto tradizionale. I servizi bancari e finanziari hanno dovuto fare i conti con i cambiamenti causati dall’emergenza Covid.

Lockdown e continue restrizioni ai movimenti hanno indotto molti italiani a gestire buona parte delle incombenze quotidiane direttamente dal salotto di casa. Si è così allargata la fetta di utenti disposti a utilizzare i canali digitali, via web o tramite le App, per accedere al proprio conto corrente.

Andrà anche monitorata la novità importante rappresentata dal nuovo regolamento EBA, in vigore da inizio 2021 per tutte le banche europee, che ha introdotto criteri più stringenti per le banche che devono valutare la possibilità di un cliente di ripagare il proprio debito.

Secondo una nota della Banca d’Italia, le nuove norme potranno avere “riflessi sulle relazioni creditizie fra gli intermediari e la loro clientela”. Si teme che tale nuovo scenario inneschi la revoca di molti gli addebiti automatici (RID) per bollette e pagamenti da parte degli utenti nel timore di vedersi i conti bloccati. E di risposta le banche, per rientrare dai minori incassi commissionali, potrebbero decidere di rifarsi aumentando i costi a carico dei clienti.

 

 

Leopoldo Gasbarro

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Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
10 Aprile 2021 17:45

Correzione delle prime tre parole “le anno travalicato” in : le banche hanno travalicato”……….

Sandro Cecconi
Sandro Cecconi
10 Aprile 2021 17:42

Gasbarro,

le anno travalicato di molto il limite della decenza da troppo tempo. Credono di far fronte al pagamento dei dividendi aumentando le spese rimandando gli aumenti di capitale di cui hanno estrema urgenza per poter aumentare il free capital. Continuano a ripetere gli stessi errori di sempre: azionisti ingordi di dividendi a stretti di manica quando c’è da sborsare proprie risorse finanziarie peer gli aumenti di capitale atti a rafforzare il Patrimonio Netto Tangibile.
E proprio tale comportamento le rende molto fragili e facili prede per gruppi stranieri.