LIBRI ROSSI

Landini, a picco i conti dell’editrice Cgil

Perdita di quasi 5 milioni per Futura. L’editrice della Cgil brucia risorse. Landini tiene duro sulle pubblicazioni per "nostalgici"

5.3k 7
landini critica marxista (1)

Non c’è due senza tre e quando si parla della Futura srl – la casa editrice controllata dalla galassia della Cgil di Maurizio Landini – il rosso di bilancio sembra essere una tradizione ben radicata. Il 2024 si è chiuso con una perdita di quasi 5 milioni di euro (per l’esattezza 4.707.881, contro i 3,1 milioni del 2023), a fronte di un fatturato che si è ulteriormente assottigliato, scendendo sotto quota 3 milioni.

Nonostante il recente aumento di capitale varato per tenere in piedi la baracca, oggi le riserve patrimoniali della società sono ridotte al lumicino. Nel 2025, salvo nuovi innesti di cassa da parte delle federazioni Cgil, Futura rischia seriamente di chiudere. Oppure, più semplicemente, dovrà chiedere ai compagni di mettersi di nuovo la mano in tasca.

Il problema è semplice quanto imbarazzante: i prodotti editoriali non vendono. I costi di struttura assorbono tutto, gli stipendi da soli si mangiano il 66% delle entrate e la riduzione del personale di una singola unità non ha certo invertito la rotta.

Ma cosa pubblica questa eroica casa editrice ancorata alle glorie del secolo scorso? Le intramontabili riviste Critica marxista, I Quaderni di rassegna sindacale, la Rivista giuridica del Lavoro e la Rivista delle politiche sociali. A parte quest’ultima, che è un compendio trimestrale di dottrina e giurisprudenza giuslavoristica (dunque dedicata agli esperti in materia, sicuramente di area), le altre pubblicazioni sono espressione di un orientamento politico-culturale che – detto con il massimo rispetto delle idee di ognuno – ormai può solo coinvolgere qualche nostalgico frequentatore di circoli Arci e sezioni sindacali in quanto i mutamenti della società hanno messo in discussione molte di quelle granitiche convinzioni.

Leggi anche:

Poi ci sono i libri. Titoli come “Crimini e caporali” (sullo sfruttamento del lavoro), “Contro le due destre” (con firme d’area e una spruzzata di vedette della sinistra anti-atlantica come Elena Basile e Moni Ovadia), “Antifascisti da sempre” (con contributo di Landini in persona, che almeno non si tira indietro), e persino la riproposta del vecchio “Quello che ci ha fatto Mussolini” di Paolo Treves.

Il tutto condito da offerte estive al 50% per tentare di spingere i pochi lettori rimasti a mettere questi tomi sotto l’ombrellone, magari tra un cruciverba e l’altro. Unico libro venduto a prezzo pieno? Le mani del lavoratore (13 euro, che in tempi di inflazione è quasi un atto rivoluzionario).

Morale? L’editoria della Cgil resta saldamente ancorata a un secolo che non c’è più. A differenza dei bilanci in perdita, quelli sì, sono sempre attuali.

Enrico Foscarini, 15 luglio 2025

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version