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Emozione e ragione sono i motori della scelta

Una seduzione senza fine

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Qual è la differenza tra una scommessa e un progetto?

Quando facciamo una scommessa, “accettiamo il rischio del dado” e il suo ineluttabile risultato. Può andare nel migliore dei modi, se vinciamo. E nel peggiore, quando perdiamo. Tentare la fortuna è eccitante. Progettare è una cosa ben diversa. E’ come Volare.

Pianificare la nostra vita in funzione dei desideri più belli, tuffarsi in un nuovo lavoro, scegliere la persona con la quale pensiamo di invecchiare, decidere come gestire i nostri risparmi, mettere su casa e programmare un futuro migliore per i nostri affetti più cari, è tutt’altro che tirare a indovinare. E’ molto più che puntare su una singola giocata.  

E’ emozionante.

Abbracciare un nuovo progetto non si accompagna, infatti, a un’iniezione di adrenalina una tantum, no. E’ più simile a una presa diretta di corrente che ci alimenta di energia, a gettito continuo. Succede lo stesso quando pensiamo a come investire il nostro denaro per realizzare i nostri sogni. Siamo già in volo.

E’ la nostra motiv-azione che ci spinge avanti nella vita, che ci fa crescere come persone e appassionare ai nostri ideali: una specie di alimentatore che, come la batteria dell’auto, si ricarica strada facendo.

Le nostre emozioni sono un ingrediente insostituibile nell’ingranaggio delle azioni che ci portano al successo: così nella vita personale, come in quella professionale e, in generale, nelle nostre interazioni con gli altri.

E non esistono surrogati, in natura. Le emozioni ci appartengono in via esclusiva e in forma rinnovabile. Sono forse l’ultima frontiera dell’originalità umana. La sopravvivenza di una delle poche catene del valore non replicabili, nemmeno in laboratorio.

Sono le nostre Riserve Auree.

Bisogna salvaguardarle.

Lottiamo, da oltre un anno, per preservarle: tutto ciò che viviamo quotidianamente le insidia, nel profondo. La Pandemia sembra avere la capacità di sabotarle, ora esacerbandole ora appiattendole, di confonderle, e perfino di zittirle.  Il nostro mondo interiore è, ancora ora, sotto assedio.

Bisogna difenderlo.

Quello esteriore, intanto, è stato capovolto. In poco più di dodici mesi ci ritroviamo ad abitare su un altro pianeta e in un’altra era: abbiamo imparato a lavorare da casa e modificato totalmente il nostro modo di vivere. Abbiamo diminuito il volume delle nostre aspirazioni e azzerato lo scambio con gli altri. Siamo come pesci rossi dentro un’ampolla, ognuno nella propria, prigionieri della overconfidence da ristrettezza domestica in cui ci siamo lasciati confinare a coltivare paure.

Allo stesso tempo assistiamo a un cambio di passo epocale: la natura si riprende i suoi spazi. E ricorda, ai suoi ospiti, che il futuro apparterrà a chi saprà vederlo per primo.

Non bisogna dimenticarlo.

E se acquisire le giuste competenze professionali è indispensabile per svolgere il proprio lavoro con efficacia ed efficienza, non va sottovalutato che anche le nostre emozioni sono suscettibili di addestramento. E che possiamo prepararci per affrontare i momenti di maggiore “volatilità emozionale”.

Ci si può irrobustire, insomma, perfino emotivamente oltre che fisicamente. E far sì che pensieri ed emozioni giochino a nostro favore.

Bisogna solo imparare a gestirli.

Oggi è il primo giorno. Che cosa accadrebbe se, d’ora in poi, provassimo a migliorare non solo la performance delle nostre azioni giornaliere, ma anche l’efficacia dei nostri pensieri? Quale immaginate sia il risultato di una buona e costante esercitazione anche mentale che aggiunga “quel quid” di entusiasmo, di fiducia, di gratitudine, esagero, di “gioia” a ogni nostra giornata?

Muoversi dal ristagno psicologico attuale è certamente un’impresa.

Viviamo tempi in cui è più facile ricadere nell’afflizione che investire in direzione della contentezza: l’algebra emotiva che va per la maggiore preferisce il segno meno anche perché è, tendenzialmente, più comoda e sbrigativa.

Ci vuole, senz’altro, un maggiore dispendio di energia per essere felici rispetto all’abbandonarsi alle difficoltà e alle insicurezze dello status quo. Mi sbaglio?

Allora bisogna allenarsi.

Esercitarsi ogni giorno per migliorare le proprie competenze, per coltivare nuove passioni, per accorciare la distanza con i nostri desideri fa spazio a una contentezza immediata e a una fiducia perpetua, anche in momenti complicati come quelli che viviamo. Insomma, la qualità degli atteggiamenti quotidiani allontana il malcontento e abbassa le ombre per il domani. Perché riusciamo a riaccendere la motivazione nell’oggi.

Educarsi alla gestione delle emozioni, si può.

Non è forse proprio dallo studio della psicologia applicata all’economia che arriva un prezioso contributo in questa direzione? La Finanza Comportamentale ci spiega che gli errori sistematici del pensiero e i vizi emotivi ricorrenti, se non correttamente gestiti, portano a fare delle scelte d’investimento meno profittevoli, e finanche autolesive per l’investitore. Imparare a evitarne gli effetti distorsivi ci fa guadagnare quote di Felicità. Anche finanziaria.

La paura si cura con la cultura.

 

Francesca Lauro

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2 Commenti
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Marco Monetta
Marco Monetta
7 Maggio 2021 23:57

Condivido pienamente.
In ogni momento della nostra vita ricerchiamo l’equilibrio tra ragione ed emozione.
Filtrare le emozioni attraverso il setaccio dei nostri neuroni non significa spegnere le passioni ma, al contrario, significa sublimarle, purificandole da inutili scorie.

Volo alto
Volo alto
7 Maggio 2021 12:10

Sicuramente un apporto importante per comprendere l’approccio di oggi postpamdemico al Fare.Agire per costruire cibandosi delle emozioni che ciò ti trasmette quotidianamente.Come sempre la giusta interpretazione dell.azione passa attraverso il cuore e tu pur non nominandolo mai lo fai trasparire ….a buon intenditori poche parole.