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Bitcoin. Il Crollo nel giorno di consacrazione. Attacco o mercato?

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Un domino gigantesco. Una singola vendita pazzesca da 44 milioni, piattaforme che vanno in fibrillazione, alcune si bloccano e fanno fatica a ripartire. Il prezzo del Bitcoin in pochissimi minuti passa dal valore di 52mila dollari a quello di 43mila. CoinBase va in tilt, è una delle piattaforme più importanti al Mondo. Dopo pagherà dazio in negativo anche sul listino azionario americano con una perdita di quasi 5 punti percentuali. Ecco in poche righe la cronaca di una crisi valutaria annunciata. Soprattutto una giornata da dimenticare per l’andamento delle principali criptovalute. Difficile capire la logica di quello che è accaduto.

DOVEVA ESSERE UN GIORNO DI FESTA

Ieri doveva essere un giorno di festa per il Bitcoin. El Salvador, infatti, la cui economia lo scorso anno ha subito il crollo più profondo degli ultimi quattro decenni, è diventato il primo paese ad adottare bitcoin come moneta a corso legale. Insomma, il Bitcoin come il Dollaro.

Il presidente Nayib Bukele (nella foto), che ha spinto per l’adozione della criptovaluta, ha dichiarato che l’avvento del Bitcoin aiuterà i salvadoregni a risparmiare circa 400 milioni di dollari che il governo calcola vengono spesi ogni anno sulle commissioni per le rimesse, dando accesso ai servizi finanziari ai non bancari. 

 

Per riscaldare un pubblico scettico, Bukele ha promesso ad ogni cittadino 30 dollari in Bitcoin alla sottoscrizione di un portafoglio digitale emesso dal governo. Prima del lancio, il presidente con un tweet ha dichiarato di aver acquistato Bitcoin e di aver contribuito con la sua iniziativa a portare oltre i 52mila dollari il valore della criptovaluta.

 

 
 
 
ED INVECE ARRIVA IL CROLLO

Poco dopo essere salito, il bitcoin è crollato poche ore dopo fino ad arrivare agli attuali 45mila dollari. I fedelissimi del Bitcoin sottolineano come ci sia stata una campagna stampa negativa a tutto campo.

Subito dopo che la legge sui bitcoin è stata approvata, l’agenzia di rating Moody’s ha declassato il merito creditizio di El Salvador, mentre anche le obbligazioni denominate in dollari del paese sono state messe sotto pressione dai mercati. Si è anche paventato il dubbio che potesse non arrivare un finanziamento già in itinere per El Salvador di oltre 1 miliardo di dollari dal Fondo monetario internazionale (FMI).

 

LA MORALE DELLA FAVOLA

Difficile dire se tutto quello che abbiamo visto ieri sia normale. Il fatto che il crollo arrivi nel giorno di una consacrazione importante qualche dubbio lo lascia. Ma se il dubbio c’è, fa parte comunque di un percorso che il Bitcoin sta seguendo da anni.

Vivere al limite della normativa di mercato internazionale è una regola già quella. La regola che non ci sono regole, lo abbiamo scritto altre volte, permette situazioni al limite. I tweet di Elon Musk del recente passato ne sono stati una testimonianza. I sottoscrittori di criptovalute, non possono non tenere in debita considerazione che, se si vuole essere fuori dalla regole si corre spesso il rischio di doverne pagare il prezzo. Del resto, se foste voi i regolatori, che cosa fareste?

 

Leopoldo Gasbarro

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Ale73
Ale73
8 Settembre 2021 15:21

Il 20 luglio btc valeva 30000 dollari, il 7 settembre valeva 52000 dollari. In un mese e mezzo il prezzo è salito del 73%, uno storno ci sta tutto. El Salvador? Al momento, una coincidenza.

Francesco
Francesco
8 Settembre 2021 14:47

Quello di ieri è solo uno degli episodi, e molti altri ne verranno in futuro. In passato tali eventi non hanno mai scalfito l’adozione di questo asset – voglio sottolineare che rappresenta l’asset che più ha guadagnato nell’ultimo decennio – trovo poco probabile che in futuro questi eventi possano risultare di particolare rilevanza, vedendo l’adozione sempre maggiore di BTC come asset

Francesco
Francesco
8 Settembre 2021 14:47

Buongiorno Leopoldo.
Dire che Bitcoin vive al limite della normativa è fuorviante. Perchè lascia intendere che Bitcoin sia qualcosa di losco. Cosa non vera. La verità è che sta andando in scena un conflitto di interessi che coinvolge banche e stati. Da una parte una lobby di potere e dall’altra uno strumento che toglie poteri alle lobby prima citate.