Ecco perchè la BCE continua ad alzare i tassi

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“L’inflazione è diminuita ma dovrebbe rimanere elevata per un periodo di tempo troppo prolungato. Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine. Ha pertanto deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. In base alle proiezioni macroeconomiche di giugno, gli esperti dell’Eurosistema si attendono che l’inflazione complessiva si attesti in media al 5,4% nel 2023, al 3,0% nel 2024 e al 2,2% nel 2025″.

Questo il cuore del comunicato della BCE, letto ieri dalla Lagarde.

I tassi d’interesse; quindi, salgono ancora in Europa. LA BCE non si è fermata ieri, ma ha continuato a spingere nella direzione di una politica monetaria che la porta a proseguire sulla strada già seguita dalla FED americana. C’è ancora un punto di differenza tra USA ed Europa, a vantaggio della Federal Reserve che finora è arrivata ad un tasso del 5% contro il 4% della BCE.

Ma perchè la BCE continua ad alzare i tassi?

Ronald Reagan disse una volta che “l’inflazione è violenta come un rapinatore, spaventosa come un ladro armato e mortale come un sicario”.

Quanto perdiamo a causa dell’inflazione, quanto brucia dei nostri risparmi e quanto ci costa in più nell’acquistare beni? Tutto è misurabile, tutto si può esprimere attraverso i numeri, anche perchè i numeri ci fanno comprendere meglio delle parole il danno che stiamo subendo.

Allora cerchiamo di capire davvero cosa sta accadendo al nostro denaro.

Per farlo riportiamo i dati di crescita di un ipotetico investimento lungo ben 50 anni sul miglior mercato del Mondo, quello americano.

Ebbene immaginate di aver investito 1..000 dollari nel 1973.

Oggi quei 1.000 dollari, sarebbero diventati ben 75.817 ma l’effetto dell’inflazione in questi stessi 50 anni porterebbe il valore reale complessivo ad 11.330 dollari.

Abbiamo guadagnato comunque ma l’effetto inflattivo si è fatto sentire in maniera violenta.

Ma provate ad immaginare di aver versato un dollaro per ognuno dei giorni degli ultimi 50 anni (giorni a mercati aperti)

In questo caso il risultato sarebbe:

Versato 12.944 dollari  capitalizzato 315.767 dollari ma che togliendo gli effetti dell’inflazione scenderebbe a 97.450 dollari.

Da questi numeri comprendiamo due aspetti:

Tempo, diversificazioni e mercati azionari sono l’unica strada per combattere l’inflazione, i valori lo testimoniano comunque, ma l’attenzione spasmodica all’attenzione stessa è dettata dagli effetti deleteri che abbiamo appena raccontato.

Un’ultima cosa, la media di rendimento di questi anni analizzati ha sfirato il 9% nel mercato di riferimento scelto…con i tassi dei titoli di stato, si andrebbe davvero poco lontano…

Ceerto ci sono ancora i mutui…ma ne

Leopoldo Gasbarro 16 giugno 2023

 

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