L’importanza del viaggio confortevole

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Recentemente ho viaggiato parecchio in auto col mio manager. Le nostre auto aziendali non sono il top di gamma, ma risultano abbastanza comode e silenziose grazie alla tecnologia ibrida. Però, il piacere di guida lascia alquanto a desiderare. Durante il tragitto, quando abbiamo toccato questo argomento, mi ha raccontato che conserva con molta cura una sua vecchia auto, un’Audi TT che in passato apparteneva al padre e che oggi avrà sicuramente più di 15 anni. Nonostante quest’auto non sia più una ragazzina, gli occhi gli si illuminavano quando mi parlava della gioia che gli offriva il mettersi al volante di un tale splendore. C’è però un rovescio della medaglia. Quando aveva 20 anni, poteva starci al volante anche per 7/800 Km senza soffrirne il peso. Oggi, alle soglie dei 40, la sua schiena difficilmente reggerebbe tale sforzo.

Quando viaggiamo è importante il comfort, sia che si parli di auto, sia che si parli di investimenti, perché anche la gestione dei nostri risparmi assomiglia ad un viaggio, che se fatta bene ci accompagna per tutta la vita.

E parlando proprio di viaggi e investimenti, mi è tornato alla mente che qualche mese fa ho avuto il piacere di ascoltare il Managing Director di un’importante asset manager USA raccontare che, fino a metà 2021 sembrava quasi che l’investitore medio italiano fosse cambiato. Era infatti passato dall’investire in un loro fondo abbastanza prudente legato ai grandi marchi globali, i quali offrivano tragitti abbastanza comodi per gli investitori con volatilità limitata, verso un’altra gamma di fondi, dallo stile molto più aggressivo (growth per gli addetti ai lavori), che offrono maggiori opportunità di crescita sui vari mercati in cui operano. Peccato però che poi quando il mercato ha stornato, il tonfo di questi ultimi sia stato importante, offrendo agli investitori un viaggio tutt’altro che comodo.

A tal proposito, una delle frasi che mi sono rimaste maggiormente impresse dai libri che ho letto quest’estate (e qui devo un grazie a Fulvio Marchese e Carlo Benetti per i costanti stimoli al miglioramento professionale) è quella del generale Omar Bradley: dobbiamo imparare a tracciare la nostra rotta grazie alle stelle e non attraverso le luci di ogni nave che passa. Ma perché un cliente mantenga la rotta in un anno difficile come il 2022, bisogna che questa si stata impostata correttamente, sia lato tolleranza al rischio che sua capacità di rischio. Insomma, che gli si offra un viaggio il più possibile confortevole! Anche perché una volta che il cliente perde la rotta, cioè esce dal mercato, è dura farlo rientrare, ci possono volere anni! E per farlo un consulente deve metterci molto del suo con lo studio, le statistiche, un’attenta selezione delle varie asset class ed il lavoro sul portafoglio.

Quest’anno poi, abbiamo avuto un ospite indesiderato che si è aggiunto alla volatilità tipica dei mercati: l’inflazione. È sicuramente un anno difficile, che mette alla prova anche i clienti più evoluti, e non è semplice avere dentro di sé le certezze del Prof. Siegel, che ritiene le azioni il miglior hedge contro l’inflazione nel lungo termine. Quello che è certo, è che tenere i soldi sul conto corrente è scegliere di non scegliere. E con un’inflazione al 10%, non possiamo proprio permettercelo.

Alessio Benaglio, 2 settembre 2022

 

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