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Marsiglia porto sbarrato per una nave da crociera in sospetto di italianità

I marittimi e i portuali francesi impediscono alla MSC Orchestra di avvicinarsi alla banchina e la sbattono indietro a Genova

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Tanto unita, da permettere che venga bloccato un porto francese con un cordone di barche  per impedire a una nave da crociera  neanche battente bandiera italiana, di raggiungere la banchina, costringendola a riprendere il mare aperto e tornare a Genova interrompendo la sua crociera. Al di là dei proclami, degli slogan, questa è l’Unione europea, che di Unione e di unità ha ben poco e che trova nella Francia, mai indicata nel novero dei Paesi “sovranisti” un campione di sciovinismo, sino al punto di abbattere in un colpo solo uno dei pilastri del commercio internazionale, la libera navigazione.

Tutto è accaduto a Marsiglia dove al mattino presto dove la nave da crociera MSC Orchestra, dell’omonimo gruppo crocieristico MSC, avrebbe dovuto far scalo rispettando l’itinerario di una delle tante crociere invernali. Pilota a bordo, ovvero l’esperto marsigliese di portualità, nome tutte rispettate; ma all’improvviso davanti alla prua un “cordone” non sanitario di lance con manifestanti, marittimi e forse anche portuali francesi, decisi a bloccare (come avvenuto nella totale assenza di qualsiasi intervento delle Autorità francesi) l’accesso al porto alla nave da crociera, costretta dopo ore a invertire la rotta e tornare a Genova, dove i passeggeri sono stati sbarcati per consentire loro con treni, aaerei e pulmann di tornare a Marsiglia per concludere il loro viaggio e raggiungere le loro città di origine.

Motivo del blocco? I marittimi italiani imbarcati sui traghetti di Grandi Navi Veloci (compagnia di proprietà di MSC) e di Corsica ferries, sarebbero pagati di meno rispetto a quelli francesi e ciò consentirebbe alle navi di queste due compagnie di praticare forme di concorrenza sleale sulle rotte da Marsiglia per il Nord Africa. in Mediterraneo, assume confini e dettagli quasi paradossali. La “MSC Orchestra” non è una nave italiana: batte bandiera panamense ed è di proprietà di un gruppo svizzero con sede a Ginevra e con interessi in tutto il mondo (numero 1 della flotta container, fra i primi tre delle crociere, proprietario di decine di terminal e di società di logistica); seconda considerazione: è vero che anche Grandi Navi Veloci, società di diritto italiano, che opera su varie rotte di traghetti in Mediterraneo, è di proprietà del gruppo MSC ma le sue navi di bandiera italiana, nulla hanno a che far con MSC crociere; tanto meno Corsica ferries, parimenti accusata dal sindacato francese di dumping sugli stipendi.

Esiste poi un problema di sicurezza: una nave in rada che sta entrando in porto, per ragioni di manovra è maggiormente esposta dal punto di vista della sicurezza e un blocco navale, come quello attuato dal sindacato francese (ripeto nella totale latitanza delle Autorità marittime, portuali e di polizia giudiziaria francese) crea un precedente sul diritto della navigazione di cui la Francia dovrà farsi carico.

Esiste poi un terzo elemento: la volontà di colpire gli interessi di un gruppo per protestare contro la governance di altre compagnie ricorda terribilmente il metodo Houthi. Centriamo le navi con i nostri missili se anche solo vagamente possono essere riscontrati interessi vicini a Israele.

Mutatis mutandis: colpiamo una nave panamense, di proprietà svizzera perché lo stesso gruppo MSC è proprietario anche di una compagnia di traghetti che secondo noi sottopaga i marittimi

Al di là degli strascichi giudiziari, i fatti di Marsiglia fanno nuovamente suonare le campane a morto sulla presunta  volontà e voglia dei cittadini comunitari di operare sotto le bandiere a stellette (piccole, piccole) dell’Unione. Curioso sarà scoprire come i vertici della presunta Unione si esprimeranno sul blocco portuale, ricordando che di navi bloccate esistono precedenti (altrettanto arbitrari) ma connessi al presunto trasporto di materiale bellico. Non certo di crocieristi e di passeggeri. Vive la France. E un ultimo particolare gustoso, la MSC Orchestra è frutto del lavoro gallico: è stata costruita nel 2007 nei Chantiers de l’Atlantique dove i lavoratori (magari grazie a qualche contributo di Stato sul quale Bruxelles ha chiuso gli occhi) sono impiegati lavoratori rigorosamente di passaporto francese.

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