L’esplosione della domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale sta producendo effetti che vanno ben oltre i data center. A pagarne il conto potrebbero presto essere anche i consumatori. Apple, infatti, si prepara ad aumentare i prezzi di alcuni dei suoi prodotti a causa del forte incremento dei costi delle memorie e dei componenti essenziali per la produzione dei dispositivi elettronici.
A confermarlo è stato l’amministratore delegato uscente Tim Cook in un’intervista al Wall Street Journal, nella quale ha spiegato che gli aumenti stanno diventando difficili da evitare. Secondo Cook, Apple ha cercato finora di assorbire gli incrementi di costo per proteggere i clienti, ma “stiamo facendo del nostro meglio per mitigare gli enormi aumenti che ci vengono trasferiti e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti dagli aumenti, ma la situazione è diventata insostenibile”.
Il boom dell’AI sta facendo esplodere il costo delle memorie
Alla base della pressione sui prezzi c’è la crescente richiesta di chip, memorie e componenti necessari per alimentare i sistemi di intelligenza artificiale generativa. Server sempre più potenti richiedono enormi quantità di memoria, riducendo l’offerta disponibile per l’elettronica di consumo e facendo lievitare i prezzi lungo tutta la filiera.
Cook ha evidenziato come il problema sia legato a uno squilibrio tra domanda e offerta. “C’è meno disponibilità proprio mentre i consumatori continuano a volere dispositivi e i produttori di memorie stanno trasferendo aumenti enormi”, ha spiegato. Per il manager, che lascerà la guida dell’azienda a John Ternus dopo quindici anni, è fondamentale che “i prezzi e la disponibilità delle memorie tornino a livelli ragionevoli per i prodotti destinati ai consumatori”.
Negli ultimi mesi il prezzo delle RAM è più che raddoppiato rispetto ai livelli registrati nell’ottobre 2025. A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono anche le tensioni geopolitiche. Il conflitto in Iran ha infatti provocato interruzioni nelle forniture globali di elio, una materia prima fondamentale per la produzione dei semiconduttori.
Per l’iPhone 18 rischio rincari
Apple non ha ancora indicato quali prodotti saranno interessati dagli aumenti né quando entreranno in vigore. Tuttavia, l’attenzione del mercato è già concentrata sulla futura gamma iPhone 18, attesa per settembre. Diversi analisti ritengono che i nuovi modelli potrebbero registrare rincari significativi rispetto alla serie precedente, soprattutto nelle versioni Pro.
Secondo le stime della società di ricerca Omdia, il prezzo medio degli smartphone a livello globale è destinato ad aumentare di circa il 20% nel 2026, raggiungendo un nuovo massimo storico. La combinazione tra componenti più costosi e nuove funzionalità legate all’AI potrebbe tradursi in un sovrapprezzo fino a 150 dollari per alcuni modelli Apple.
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Enrico Foscarini, 18 giugno 2026
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


