IL FATTO

Statali, aumenti fino a 208 euro nel nuovo contratto

Oggi il confronto Aran-sindacati sul rinnovo 2025-2027. Novità su orari e IA

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La trattativa per il rinnovo del contratto 2025-2027 delle Funzioni centrali entra nel vivo con le prime cifre sugli aumenti. Nella nuova bozza del contratto nazionale, che riguarda i dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, gli incrementi dello stipendio tabellare oscillano da 119,6 euro a 208,8 euro lordi al mese, a seconda della qualifica.

Le tabelle economiche sono sul tavolo del confronto tra Aran e sindacati nella riunione in programma oggi. Di solito, proprio l’arrivo dei dettagli sugli aumenti segna l’inizio della fase finale del negoziato. In questo caso il passaggio arriva a meno di due mesi dall’avvio del tavolo, segnale della volontà di accelerare i tempi, più volte indicata dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

Gli aumenti previsti per le diverse qualifiche

Secondo la bozza di contratto, gli incrementi più contenuti riguarderebbero gli operatori, il livello più basso nella gerarchia del pubblico impiego, con circa 119,6 euro lordi mensili in più sul tabellare. Salendo nella scala delle qualifiche, gli assistenti vedrebbero crescere lo stipendio di circa 125,9 euro, mentre per i funzionari l’aumento previsto arriverebbe a 152,9 euro al mese. Gli incrementi più consistenti riguarderebbero invece le figure con elevate qualificazioni, l’ultimo gradino prima della dirigenza, per cui la bozza prevede 208,8 euro lordi mensili di aumento.

Considerando l’intero comparto delle Funzioni centrali, che conta circa 194mila dipendenti, l’aumento medio a regime sarebbe di 158,23 euro al mese. L’incremento però non scatterebbe subito in misura piena: la crescita sarebbe progressiva nel triennio contrattuale, con circa 52 euro nel 2025, 105 euro nel 2026 e l’importo pieno nel 2027.

L’effetto dei rinnovi sugli stipendi

Il nuovo contratto si sommerebbe al precedente rinnovo 2022-2024, firmato definitivamente il 27 gennaio 2025, che ha portato 165,85 euro lordi mensili di aumento medio. Sommando i due rinnovi, nel giro di circa un anno e mezzo il beneficio complessivo arriverebbe a 324,08 euro lordi al mese.

Oltre agli aumenti sul tabellare, la bozza prevede anche risorse aggiuntive per la parte stabile dei fondi decentrati, con incrementi differenziati a seconda delle diverse amministrazioni. Si tratta di una componente che incide sulle retribuzioni accessorie e sull’organizzazione interna degli uffici.

Le novità su orari di lavoro e IA

Il rinnovo contrattuale non riguarda soltanto la parte economica. Nel testo compaiono anche alcune modifiche alla disciplina organizzativa, a partire dalle tutele legate all’uso dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi della pubblica amministrazione. Tra le novità più immediate c’è l’estensione dell’orario flessibile ai genitori di studenti del primo ciclo con disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), una misura pensata per facilitare la conciliazione tra lavoro e esigenze familiari.

La bozza introduce inoltre un Osservatorio paritetico tra Aran e sindacati, con l’obiettivo di prevenire contenziosi sulle questioni contrattuali di maggiore rilevanza e monitorare l’applicazione delle nuove regole.

Enrico Foscarini, 12 marzo 2026

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