LA POLEMICA

Oro di Bankitalia, botta e risposta Lagarde-Giorgetti

Nuovo stop della Bce all’emendamento sulle riserve auree. L'Eurotower chiede chiarimenti, il Tesoro replica e prepara nuove modifiche per tutelare autonomia e Trattati

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La Banca centrale europea interviene ancora una volta sull’emendamento che mira a definire nell’ordinamento italiano la titolarità delle riserve in oro della Banca d’Italia, riformulato dal ministero dell’Economia per essere inserito nella legge di Bilancio. Nel nuovo parere, inviato ieri a Roma, Christine Lagarde spiega che «non è ancora chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione rivista» e invita le autorità italiane a «riconsiderare la proposta», per «preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali» dell’Istituto centrale.

La nuova versione del testo era stata trasmessa il 4 dicembre, ma, sottolinea Francoforte, non è accompagnata da una spiegazione ufficiale che ne chiarisca la ratio. L’Eurotower apprezza tuttavia alcuni elementi correttivi rispetto alla precedente formulazione, tra cui il riferimento esplicito agli articoli del Trattato che assegnano alla Banca d’Italia la detenzione e gestione delle riserve ufficiali, e la conferma che l’oro resta iscritto nel bilancio di via Nazionale.

Il nodo della “proprietà” del popolo italiano

Resta invece irrisolto il passaggio che afferma che le riserve auree «appartengono al popolo italiano». È questo il punto che non convince la Bce, secondo cui l’ordinamento europeo non contempla un concetto di proprietà delle riserve, ma solo quello di detenzione e gestione esclusiva da parte delle banche centrali dell’Eurosistema. Lagarde ricorda che, in base al Trattato, tali funzioni devono essere svolte senza interferenze dei governi, che non possono impartire istruzioni né influenzare l’operato degli istituti centrali.

Il timore di Francoforte è che l’enfasi sull’appartenenza possa lasciare spazio a interpretazioni che incidano sull’autonomia di Bankitalia. Da qui la richiesta di chiarire obiettivi e finalità della norma, così da escludere qualunque rischio di pressione politica sulla gestione dell’oro.

La replica di Giorgetti e le modifiche in arrivo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti risponderà formalmente oggi alla presidente della Bce. Ai suoi collaboratori ha spiegato di ritenere che la questione «si risolverà», assicurando nella sua lettera che l’emendamento «è volto a chiarire nell’ordinamento interno che la disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d’Italia in conformità alle regole dei Trattati». Ha aggiunto che «la riformulazione della norma» è frutto di interlocuzioni con via Nazionale, per giungere a un testo «pienamente coerente con le regole europee».

Il tentativo di mediazione punta quindi a eliminare le ambiguità che hanno portato al nuovo stop della Bce. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare una ulteriore limatura del testo, con l’obiettivo di confermare il valore simbolico richiamato da FdI senza intaccare l’autonomia operativa della Banca d’Italia e senza contraddire la disciplina europea su detenzione, gestione e indipendenza delle riserve ufficiali.

Enrico Foscarini, 9 dicembre 2025

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