
Il 10 aprile 2026 rappresenta una data chiave per circa 900mila famiglie italiane, chiamate a versare i contributi trimestrali per colf e badanti relativi al periodo gennaio-marzo. Si tratta della prima scadenza dell’anno e arriva con due importanti novità che riguardano sia l’aumento dei minimi retributivi sia la digitalizzazione dei pagamenti, cambiamenti che richiedono attenzione per evitare errori e sanzioni.
L’aggiornamento delle regole riguarda direttamente i datori di lavoro domestico, che devono adeguarsi alle nuove disposizioni per non incorrere in ritardi o irregolarità nei versamenti. Il passaggio al digitale e l’aumento dei costi rendono quindi fondamentale una corretta pianificazione delle scadenze e delle modalità di pagamento.
Stipendi su con il nuovo contratto del lavoro domestico
La prima novità riguarda l’innalzamento dei minimi salariali per colf, badanti e baby sitter, introdotto dal nuovo contratto nazionale del lavoro domestico firmato il 28 ottobre 2025. L’accordo prevede un aumento complessivo di 100 euro lordi al mese, distribuito in più fasi nei prossimi anni.
Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il primo incremento di 40 euro mensili, seguito da ulteriori aumenti previsti nel 2027 e nel 2028. Questo aggiornamento ha già avuto effetti concreti sui bilanci familiari, con un costo medio mensile aumentato di circa 83 euro, pari a circa 1.000 euro in più all’anno per un lavoratore domestico a tempo pieno.
L’obiettivo del nuovo contratto è garantire maggiori tutele e stipendi più adeguati ai lavoratori domestici, ma allo stesso tempo comporta un impegno economico più significativo per le famiglie, che devono adeguare contributi e retribuzioni alle nuove tabelle.
Stop ai bollettini cartacei: pagamenti solo digitali
La seconda grande novità riguarda le modalità di versamento dei contributi, con l’addio definitivo ai bollettini cartacei per gran parte dei datori di lavoro domestico. Da gennaio 2026 l’INPS non invia più i bollettini postali alle famiglie con meno di 76 anni che in passato avevano richiesto l’invio tradizionale.
I pagamenti devono ora essere effettuati esclusivamente attraverso canali digitali, come Portale dei Pagamenti INPS, app INPS Mobile, app IO, home banking tramite circuito CBILL, banche e uffici postali abilitati a pagoPA. Il versamento riguarda le retribuzioni del primo trimestre dell’anno e deve essere completato entro la scadenza del 10 aprile.
Il rispetto delle tempistiche è fondamentale, perché i versamenti in ritardo comportano sanzioni e interessi calcolati giorno per giorno, aumentando ulteriormente il costo complessivo per le famiglie datrici di lavoro.
Agevolazioni fiscali confermate anche nel 2026
Nonostante l’aumento dei costi, restano attive le agevolazioni fiscali per colf e badanti, che permettono alle famiglie di alleggerire l’impatto economico dei contributi. Anche nel 2026 saranno confermate le detrazioni per le spese fino a 1.549,37 euro l’anno e le deduzioni dei contributi previdenziali fino a 1.549 euro per ogni collaboratore.
Secondo quanto anticipato dal Ministero del Lavoro, il bonus baby sitter e i crediti contributivi per l’assistenza agli anziani rientreranno tra le misure della Legge di bilancio, strumenti pensati per sostenere le famiglie che impiegano personale domestico e garantire continuità nell’assistenza.
Queste misure rappresentano un elemento importante di equilibrio tra l’aumento delle retribuzioni e il sostegno economico ai datori di lavoro, mantenendo un sistema che punta a tutelare sia i lavoratori sia le famiglie.
Cosa devono fare le famiglie entro il 10 aprile
Con l’avvicinarsi della scadenza, è fondamentale che i datori di lavoro domestico verifichino le nuove retribuzioni, aggiornino i contributi e utilizzino correttamente i canali digitali per il pagamento. L’adeguamento alle nuove regole rappresenta un passaggio necessario per evitare sanzioni e garantire la regolarità del rapporto di lavoro.
La scadenza del 10 aprile 2026 segna quindi l’inizio di una nuova fase per il lavoro domestico, caratterizzata da stipendi più alti, pagamenti digitalizzati e agevolazioni fiscali confermate, in un contesto che punta a rendere più trasparente e moderno l’intero sistema contributivo.
Enrico Foscarini, 7 aprile 2026
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