
Le spese per la casa si confermano anche nel 2025 tra le voci più rilevanti per chi presenta la dichiarazione dei redditi, ma quest’anno il quadro fiscale cambia in modo significativo. Tra la riduzione delle aliquote per bonus casa ed ecobonus sugli immobili diversi dalla prima abitazione, i nuovi limiti per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro e le restrizioni su alcune agevolazioni, diventa fondamentale conoscere nel dettaglio tutte le opportunità disponibili per evitare errori e massimizzare il risparmio fiscale.
Uno degli aspetti più importanti riguarda la possibilità di ripartire le spese tra comproprietari secondo convenienza fiscale, annotando correttamente in fattura la percentuale effettivamente sostenuta. Una scelta strategica che può fare la differenza soprattutto nei casi di incapienza fiscale o di redditi differenti tra i soggetti coinvolti.
Spese agenzia immobiliare per acquisto prima casa
Chi acquista la prima abitazione attraverso un’agenzia immobiliare può beneficiare di una detrazione Irpef del 19% su una spesa massima di 1.000 euro. L’importo deve essere suddiviso tra i comproprietari e il pagamento deve avvenire esclusivamente con mezzi tracciabili.
Per ottenere il beneficio fiscale, la fattura dell’intermediario deve essere riportata nell’atto di rogito. È ammessa anche la spesa sostenuta al compromesso, purché l’acquisto venga perfezionato nell’anno successivo. In molti casi, per ottenere il beneficio, è necessario integrare il modello 730.
Interessi sul mutuo prima casa
Resta centrale la detrazione del 19% sugli interessi passivi del mutuo prima casa, una delle agevolazioni più utilizzate dai contribuenti italiani. Il requisito principale prevede il trasferimento della residenza entro 12 mesi dall’acquisto, mantenendola per tutta la durata del finanziamento.
Fanno eccezione i trasferimenti per motivi di lavoro e gli appartenenti alle Forze dell’ordine, per i quali alcune condizioni risultano più flessibili. In presenza di più intestatari, ciascuno può detrarre in proporzione alla quota sostenuta, mentre nei nuclei familiari con un coniuge fiscalmente a carico, l’altro può beneficiare dell’intera detrazione.
Superbonus ed ecobonus: nuove aliquote e limiti
Dal 2025 cambia profondamente il sistema di incentivi per ristrutturazioni ed efficientamento energetico. L’aliquota passa al 50% per gli interventi sulla prima casa e al 36% per gli altri immobili. Questa distinzione rappresenta una delle principali novità fiscali dell’anno e impatta in modo diretto su seconde case, immobili a reddito e spese sostenute da familiari conviventi. Proprio per questi ultimi, la detrazione resta possibile purché la convivenza sia attiva prima dell’avvio dei lavori.
Nel primo anno, la rata detraibile non compare direttamente nel quadro principale della dichiarazione precompilata, ma nelle annotazioni. Questo consente una gestione più flessibile della ripartizione delle spese, offrendo margini di ottimizzazione fiscale particolarmente rilevanti. Per gli interventi di risparmio energetico, resta obbligatoria la comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. In caso di ritardo, la posizione può essere regolarizzata con invio tardivo e pagamento della sanzione prevista.
Box e posto auto
Anche nel 2025 è possibile beneficiare della detrazione per l’acquisto o la costruzione di box e posti auto pertinenziali, con aliquota al 50% o al 36% a seconda dei casi.
La detrazione viene calcolata sul costo di costruzione certificato, non sul prezzo complessivo di vendita, e il vincolo pertinenziale deve risultare formalmente dall’atto notarile. In presenza di più proprietari, vale sempre la ripartizione in base alla spesa effettivamente sostenuta.
Bonus barriere architettoniche al 75%
Tra le agevolazioni più vantaggiose del 2025 si conferma il bonus barriere architettoniche, che garantisce una detrazione del 75% per interventi dedicati all’eliminazione degli ostacoli fisici, come scale, ascensori e adeguamenti strutturali.
Per accedere al beneficio è indispensabile utilizzare il bonifico parlante dedicato e ottenere l’asseverazione tecnica che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente. In assenza di tale documentazione, l’intervento ricade nelle ordinarie detrazioni ristrutturazione, meno vantaggiose.
Bonus mobili
Chi realizza lavori di ristrutturazione agevolati può ottenere anche il bonus mobili, con una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro. Sono richiesti pagamenti tracciabili e documentazione fiscale corretta, ma non è necessario il bonifico parlante. Questo significa che la spesa non compare automaticamente nella dichiarazione precompilata e deve essere inserita manualmente.
Particolare attenzione va prestata alla coerenza tra chi sostiene la spesa edilizia e chi acquista i mobili: se i pagamenti sono effettuati da soggetti diversi, il diritto alla detrazione può decadere.
Affitti prima casa
Le agevolazioni fiscali non riguardano solo proprietari e ristrutturazioni. Anche gli affittuari possono beneficiare di importanti detrazioni, differenziate in base al reddito, al contratto e alla situazione personale.
Per chi ha contratti a canone libero o concordato sono previste detrazioni variabili, mentre i lavoratori che si trasferiscono per motivi professionali in un’altra regione possono ottenere vantaggi maggiori per i primi tre anni. Molto interessante anche il beneficio dedicato ai giovani under 31, che possono detrarre il 20% del canone di locazione, con importi minimi garantiti e tetti massimi specifici.
Come evitare errori nel 730
Il 2025 richiede maggiore attenzione nella compilazione della dichiarazione dei redditi, soprattutto per effetto dei nuovi limiti reddituali, delle diverse aliquote e delle incompatibilità tra bonus, come nel caso del bonus elettrodomestici e bonus mobili sulle stesse spese.
Verificare con precisione documentazione, fatture, modalità di pagamento e intestazioni è essenziale per non perdere benefici fiscali anche molto rilevanti. La gestione corretta delle detrazioni sulla casa resta infatti una delle leve più efficaci per ridurre legalmente il carico fiscale familiare.
Enrico Foscarini, 28 aprile 2026
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