Il gruppo Dolce & Gabbana torna a muoversi sul fronte della gestione degli asset immobiliari, con l’obiettivo di rafforzare la propria struttura finanziaria e affrontare una fase delicata per l’intero comparto del lusso. Dopo l’avvio delle interlocuzioni con il sistema bancario per il rifinanziamento di circa 450 milioni di euro di debito, la maison sta valutando la cessione di parte del proprio patrimonio immobiliare milanese.
Le indiscrezioni riportate da Bloomberg indicano che l’operazione potrebbe riguardare alcuni edifici situati nell’area di Porta Venezia a Milano, oggi utilizzati come showroom, uffici e spazi direzionali. La formula allo studio è quella del sale & lease back, che consente di trasformare immobili in liquidità immediata mantenendone però l’utilizzo operativo attraverso contratti di locazione di lungo periodo. In questo modo, il valore immobilizzato viene convertito in risorse finanziarie senza interrompere la continuità delle attività aziendali.
Al momento non sono stati definiti né il perimetro degli asset coinvolti né il valore complessivo dell’operazione, ma l’impostazione conferma una strategia orientata alla razionalizzazione del capitale e alla maggiore flessibilità finanziaria.
Riorganizzazione della governance
Parallelamente alla gestione del debito, il gruppo sta attraversando una fase di profonda evoluzione organizzativa. Le dimissioni di Stefano Gabbana dalle cariche operative nelle società del gruppo sono state inquadrate dall’azienda come parte di un “naturale percorso di evoluzione organizzativa e di governance”, chiarendo al tempo stesso che “le dimissioni non hanno alcuna influenza sulle attività creative svolte a favore del gruppo dal medesimo Stefano Gabbana”.
La struttura proprietaria resta stabile, con Domenico Dolce e Stefano Gabbana che mantengono circa l’80% del capitale, mentre il restante 20% fa capo alla famiglia Dolce. La continuità dell’assetto azionario è un elemento centrale anche nei rapporti con il sistema bancario, impegnato nel maxi rifinanziamento.
Sul fronte manageriale, il nuovo co-Ceo è Stefano Cantino, figura con esperienza in realtà come Gucci, Prada e Louis Vuitton. Il suo ingresso ha l’obiettivo di rafforzare la struttura industriale del gruppo e accompagnare una fase di maggiore complessità finanziaria e competitiva.
La presidenza è stata affidata ad Alfonso Dolce, che guida il gruppo come Ceo insieme al nuovo assetto manageriale, con l’obiettivo dichiarato di consolidare la governance e rendere più efficiente il coordinamento tra le diverse aree aziendali.
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Il piano con le banche e il nodo del debito
Il dossier finanziario è seguito da un pool di istituti tra cui Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Crédit Agricole, Bnp Paribas, oltre a Cassa Depositi e Prestiti e Sace. Il gruppo ha affidato il mandato a Rothschild per la negoziazione delle condizioni di rifinanziamento, con l’obiettivo di allungare le scadenze e ridurre il peso degli oneri finanziari.
La strategia complessiva punta a una gestione più flessibile del debito, anche attraverso la valorizzazione degli asset immobiliari e il rafforzamento delle fonti di cassa ricorrenti.
Il contesto del lusso
La fase che il settore sta attraversando è caratterizzata da una crescita meno dinamica rispetto agli anni immediatamente successivi alla pandemia. Il rallentamento della domanda, in particolare in mercati chiave come la Cina, e una maggiore prudenza nei consumi stanno spingendo molte maison a rivedere piani di investimento e struttura dei costi.
In questo scenario, anche Dolce & Gabbana si muove in un contesto di maggiore selettività finanziaria, dove la solidità patrimoniale e la capacità di generare liquidità diventano elementi centrali per sostenere la competitività internazionale.
Licenze, partnership e leva industriale
Un ruolo rilevante nella strategia del gruppo è svolto dalle licenze e dalle partnership industriali, considerate una fonte stabile di ricavi. Tra le più importanti figura l’accordo con EssilorLuxottica, esteso fino al 2050, insieme a collaborazioni con realtà come Kim Kardashian, Bacardi e Smeg, oltre a nuove iniziative nel segmento sneaker.
Le royalties derivanti da queste attività contribuiscono a finanziare sia la crescita della divisione beauty sia lo sviluppo di progetti retail strategici, tra cui il flagship store di Madison Avenue a New York.
Enrico Foscarini, 16 giugno 2026
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