
La situazione dell’ex Ilva si fa sempre più critica. Secondo quanto emerso dal vertice tra governo e sindacati, la cassa integrazione per i lavoratori di Acciaierie d’Italia potrebbe salire fino a 6.000 unità a gennaio, con un incremento già previsto entro dicembre: da 4.550 a circa 5.700 addetti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato lo scenario durante l’incontro presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Cig in aumento per lavori di decarbonizzazione
L’aumento della Cig sarebbe legato al fermo delle cokerie, necessario per i lavori sulla decarbonizzazione degli impianti. Mantovano ha disposto la sospensione della riunione, annunciando un approfondimento tecnico tra governo, commissari e tecnici già da domani mattina.
Nel frattempo, Urso avrebbe riferito della presenza di quattro soggetti interessati a rilevare il gruppo siderurgico, tra cui Baku Steel, oltre ai fondi Flacks Group e Bedrock, più un quarto soggetto impegnato in una trattativa coperta dal “massimo riserbo”.
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Sindacati: “Serve chiarezza e intervento dello Stato”
I sindacati restano scettici. “Spero abbiano novità precise. Se non c’è un intervento dello Stato, vedo il rischio di una situazione davvero drammatica”, ha dichiarato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Sulla stessa linea, il leader della Uilm, Rocco Palombella, ha chiesto trasparenza: “Vogliamo chiarezza e sapere quale sarà la fine di migliaia di lavoratori e il destino degli stabilimenti in Italia. Abbiamo ascoltato di tutto in questi mesi. Basta annunci e ipotesi che non si realizzano”.
Il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, ha aggiunto: “Per dare concretezza al rilancio e alla decarbonizzazione ci vuole un ruolo importante da parte dello Stato e poi costruire le alleanze con i privati. Oggi non c’è un privato e la situazione sta drammaticamente peggiorando”.
Infine, Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, ha ribadito che “la situazione dell’ex Ilva è la peggiore che possiamo ricordare. C’è un problema di risorse per gestire l’azienda e fare le manutenzioni. L’unica soluzione per noi è un’azienda partecipata pubblica”.
Prosegue il confronto, ma senza i sindacati
Il confronto riprenderà domani, ma senza la presenza delle sigle sindacali. Il governo punta a valutare nel dettaglio le ipotesi di intervento, mentre i rappresentanti dei lavoratori chiedono un segnale chiaro sul futuro degli impianti e dei 10.000 occupati del gruppo.
La posizione del governo
“Il governo esprime rammarico per il fatto che la proposta di proseguire il confronto sull’ex Ilva, anche relativamente agli aspetti tecnici emersi nel corso della discussione, non sia stata accettata dalle organizzazioni sindacali”. Così una nota di Palazzo Chigi dopo l’incontro di ieri sera sull’ex Ilva tra esecutivo e sindacati. Il governo, si afferma, “conferma in ogni caso la disponibilità a proseguire l’approfondimento di tutti gli aspetti e anche dei rilievi più controversi, sollevati dalle stesse organizzazioni sindacali alle proposte avanzate dal governo per la gestione operativa dell’azienda in questa fase transizione”.
Enrico Foscarini, 12 novembre 2025
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