LA STORIA

Ex Ilva, Flacks cerca capitali e partner industriali

Il governo accelera sulla vendita del complesso industriale. Il fondo Usa cerca soci. Tra i sondati Feralpi, Marcegaglia e Jindal

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Ilva Taranto

Il futuro dell’ex Ilva entra in una fase decisiva. Il governo ha impresso un’accelerazione formale al processo di vendita del complesso siderurgico, mentre Flacks Group continua a lavorare alla costruzione di un piano industriale e finanziario che prevede la ricerca di un partner con solide competenze nel settore dell’acciaio. Un passaggio ritenuto cruciale per affiancare il fondo di investimento statunitense in un’operazione di rilancio industriale e di transizione ecologica senza precedenti per dimensioni e complessità.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito mandato ai commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria di avviare la negoziazione in vista della cessione a Flacks Group, tenendo conto del consolidamento di possibili partenariati industriali. Il confronto con le organizzazioni dei lavoratori è, tuttavia, un passaggio obbligato prima della chiusura dell’operazione.

La messa in sicurezza e il contesto finanziario

La decisione arriva dopo la messa in sicurezza temporanea dello stabilimento di Taranto, resa possibile dal decreto ex Ilva convertito in legge, che consente ad Acciaierie d’Italia di utilizzare i 108 milioni di euro residui trasferiti da Ilva in amministrazione straordinaria per mantenere operativi gli impianti nei prossimi mesi. Una misura tampone che serve a guadagnare tempo mentre si definisce il futuro assetto industriale e societario.

In questo contesto Flacks lavora a un piano di investimenti da 5 miliardi di euro, confermando di essere in contatto con istituti di credito italiani e internazionali. L’investitore ha spiegato che “stiamo lavorando con banche italiane e internazionali e abbiamo già dei finanziamenti stanziati”, sottolineando al tempo stesso il ruolo centrale del proprio team tecnico composto da “50 esperti mondiali”.

Partner industriale cercasi, dopo lo stop con Arvedi

La ricerca di un partner industriale resta uno dei nodi principali. Dopo il venir meno della trattativa con Arvedi, Flacks avrebbe sondato diversi gruppi del panorama siderurgico italiano ed europeo, tra cui Acciaierie Venete, Feralpi, Pittini e Marcegaglia, che avrebbe manifestato interesse limitato ad alcuni asset specifici come i tubifici. Attenzione sarebbe stata mostrata anche da Metinvest e Danieli, mentre la pista che nelle ultime settimane viene considerata più calda porta al gruppo indiano Jindal, apprezzato in particolare per la produzione di preridotto, elemento strategico nella transizione tecnologica degli impianti.

In questo quadro, i nomi di Danieli e Marcegaglia restano sullo sfondo come ipotesi industriali coerenti per competenze e posizionamento, ma senza alcuna conferma ufficiale. Lo stesso Flacks mantiene una linea prudente, spiegando che “stiamo interloquendo con gruppi molto noti, non c’è ancora nulla di confermato”.

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Tecnologia e sopralluoghi degli impianti

Parallelamente alla partita societaria, il gruppo americano è concentrato sullo studio dettagliato degli impianti di Acciaierie d’Italia. Le visite tecniche, comprese quelle a Genova e Novi, sarebbero state effettuate in modo riservato dal team di specialisti. A Cornigliano, il sopralluogo è stato definito “molto positivo”, in particolare per quanto riguarda la linea di banda stagnata, sulla quale sono in corso valutazioni per capire se procedere con una nuova linea o con la modernizzazione di quella esistente.

Flacks ha lasciato intendere che una decisione operativa arriverà a breve, spiegando che entrambe le opzioni sono allo studio e che il quadro sarà più chiaro nelle prossime settimane.

Le critiche dei sindacati sulla trattativa in esclusiva

La scelta del governo di procedere verso una trattativa in esclusiva non ha mancato di suscitare reazioni critiche da parte dei sindacati. Secondo Fiom-Cgil, il mandato conferito dal ministro Urso sarebbe arrivato senza un adeguato confronto preventivo. Michele De Palma e Loris Scarpa hanno denunciato che “il ministro ha deciso da solo e non ha ritenuto necessario portare in trasparenza lo stato della gara con le organizzazioni sindacali”, mentre le condizioni di salute e sicurezza negli stabilimenti continuano a peggiorare.

I sindacati sottolineano l’assenza di garanzie chiare su risorse finanziarie, presenza pubblica nel capitale e nella gestione, occupazione e percorso di decarbonizzazione, temi che saranno centrali nel confronto annunciato sul piano industriale.

Enrico Foscarini, 1 febbraio 2026

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