LA PROVOCAZIONE

Fisco da record, ma qual è il prezzo per i contribuenti?

Record di gettito e debito in calo secondo l’Upb. Ma il successo passa da controlli sempre più pervasivi e da una pressione fiscale elevata

4k 3
fisco controlla tutto

La strategia del governo sul contrasto all’evasione del fisco trova una conferma autorevole nelle simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Secondo l’Upb, “se la tendenza storica di recupero del gettito osservata tra il 2002 e il 2023 continuasse fino al 2028, le entrate fiscali aumenterebbero strutturalmente fino a 0,3 punti percentuali di Pil”, con una riduzione del rapporto debito/Pil “di oltre 4 punti percentuali”. In uno scenario più ambizioso, basato sul periodo 2016-2023, “la riduzione del rapporto tra il debito e il Pil nel medio-lungo termine sarebbe di oltre 6 punti percentuali, scendendo nel 2041 al 116 per cento”. Per l’Upb, “la riduzione strutturale dell’evasione produce evidenti vantaggi per i conti pubblici”.

Numeri che si inseriscono in un quadro già molto positivo: il 2024 si è chiuso con un record assoluto di 33,4 miliardi di euro recuperati, mentre le prime stime indicano che nel 2025 il gettito potrebbe aver sfiorato o superato i 34-35 miliardi, trainato dalle lettere di compliance, dall’integrazione obbligatoria dei Pos e dall’analisi massiva dei dati fiscali.

Il modello dell’Agenzia delle Entrate

In questo contesto si colloca l’azione dell’Agenzia delle Entrate. Il direttore Vincenzo Carbone ha spiegato che “nel 2026 invieremo, come previsto dalla convenzione con il Mef, oltre 2,4 milioni di lettere di compliance”, chiarendo che si tratta di “reminder per ricordare al contribuente di verificare se il suo comportamento sia stato o meno corretto”. Le comunicazioni, ha precisato, “andranno ai contribuenti che hanno dimenticato” o “a chi non ha presentato la dichiarazione”, mentre sull’Iva “segnaleremo i casi in cui per fatture e corrispettivi emessi non risultano gli adempimenti periodici”.

Carbone ha sottolineato che “non esiste alcun automatismo del fisco rispetto a eventuali controlli” e che “non esiste l’Ia generativa”. Resta però il dato strutturale: nel 2023 “l’Agenzia delle Entrate ha analizzato 17 milioni di posizioni” e “abbiamo intercettato 200.000 evasori totali”, di cui “il 57% non aveva presentato proprio la dichiarazione”.

Efficienza fiscale e libertà: il nodo irrisolto

Il punto critico non è l’efficacia del sistema-fisco, certificata dai numeri, ma la sua natura. Il record di incassi non nasce da una tassazione più semplice o percepita come equa, bensì da una infrastruttura di controllo sempre più pervasiva. In un Paese in cui il 17,2% dei contribuenti paga quasi i due terzi dell’Irpef, il recupero dell’evasione avrebbe senso solo se accompagnato da una riduzione reale del carico su chi già contribuisce.

La flat tax resta un’ipotesi impraticabile sul piano costituzionale, mentre qualsiasi forma di contrattazione privata del tributo, che in passato rendeva il rapporto fisco-cittadino meno conflittuale, oggi sarebbe considerata inaccettabile. Resta così un’unica strada legalmente percorribile: il Grande Fratello fiscale, nato a sinistra e oggi utilizzato con crescente disinvoltura anche dalla destra.

Enrico Foscarini, 6 febbraio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version