L'AUDIZIONE

Energia: Giorgetti, flessibilità Ue o sarà guerra

Il ministro difende la manovra: “Coperto il fiscal drag fino a 35mila euro e 7 miliardi in più per la sanità”

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giorgetti conferenza

Non siamo una grande potenza, non siamo gli Stati Uniti e non abbiamo la bacchetta magica per dire alla Commissione europea cosa fare».
Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto la sua replica in audizione sulla manovra davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il titolare del Mef ha difeso la linea prudente del governo: «La nostra strategia è difenderci in una situazione profondamente cambiata, con tassi d’interesse al 4% e un debito pubblico da 3.000 miliardi da gestire. Cinque anni fa i tassi erano a zero».

“Flessibilità Ue o sarà guerra sulla tassazione dell’energia”

Giorgetti ha puntato il dito contro la direttiva europea sull’energia: «È nata in un mondo che non esiste più e colpirebbe direttamente il gas naturale, la principale fonte per la nostra industria. L’Italia farà la guerra a questa impostazione se non verranno introdotti margini di flessibilità».

Fiscal drag e aliquote

Sul fronte fiscale, il ministro ha chiarito che «per i redditi fino a 35mila euro la compensazione del fiscal drag è ampiamente coperta». E ha aggiunto: «Abbiamo ridotto le aliquote, non la base imponibile».

Sanità e Payback

«Rifiuto l’idea che non siano stati stanziati fondi adeguati: quest’anno ci sono oltre 7 miliardi in più», ha detto Giorgetti, ricordando anche l’intervento da un miliardo per evitare il collasso delle aziende del settore sanitario coinvolte nel Payback.

Riscossione dei Comuni

Il ministro ha difeso la scelta di coinvolgere Amco nella gestione dei crediti locali: «Troppi comuni non riscuotono i tributi e finiscono in dissesto. Non è accettabile che chi non riscuote scarichi i propri debiti su tutti gli altri».

Rottamazione e tasse sulle banche

Giorgetti ha definito la rottamazione «l’ultima», pensata per «aiutare chi non ce la fa, non i furbi». Sulla tassazione delle banche ha spiegato che il governo «valuterà gli emendamenti» e che «eventuali aumenti del contributo del settore dovranno garantire equilibrio e stabilità del sistema».

Natalità e dividendi

Tra le priorità, il ministro ha indicato la natalità, «un’emergenza nazionale su cui bisogna fare di più», e la questione dei dividendi, chiarendo che la norma «deriva da una direttiva europea, ma ci sono margini per intervenire».

Infine, l’avvertimento sul contesto globale: «L’Europa è senza difese di fronte all’overcapacity asiatica. Anche settori d’eccellenza rischiano di essere travolti. Come nel basket, quando non sei una grande potenza devi puntare sulla difesa: disciplina, pressione, intensità».

Enrico Foscarini, 6 novembre 2025

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