L’illusione nella percezione

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L’illusione nella percezione

Uno stesso risultato porta a svariate considerazioni. Ognuno di noi percepisce il mondo esterno con dettagli e sfumature differenti. Posti di fronte ad un problema o ad una scelta ci comportiamo in maniera analoga o del tutto dissimile. Valutiamo soluzioni o problematiche con pesi specifici diversi, sovrappesando una componente piuttosto che l’altra a seconda delle conoscenze e del carattere.

Il mondo finanziario degli investimenti non fa eccezione, anzi, alle volte amplifica tutto questo, facendo spesso optane per la soluzione diametralmente opposta al risultato che si desidera perseguire.
Tutte le nostre conoscenze, i nostri feedback, il nostro trascorso appartiene oramai ad un mondo che non viene più rappresentato da quello che pensiamo di guardare osservare e possedere.

Certo, ad una prima veloce panoramica sembrano sempre essere proprietà, immobiliari e mobiliari, investimenti finanziari, servizi e beni necessari o voluttuari. Forse lo sono, forse li chiamiamo ancora con gli stessi termini, forse hanno assunto significati e finalità diverse.

Da sempre gli investimenti ci vengono proposti con la logica dello “specchietto retrovisore”, ossia ponendo l’attenzione sui risultati passati. Quando ci mettiamo alla guida del nostro mezzo però risulta fondamentale guardare avanti. Avere ben chiaro l’obiettivo, cioè la meta finale, il punto di arrivo, guardando dietro il minimo indispensabile, tanto per ricordarsi da dove siamo partiti e dove eravamo quando abbiamo scelto quel traguardo.

Si tende a preferire quello che si conosce, per il timore inconscio nel non valutare quello che viene percepito come nuovo o novità, cercando inevitabili appigli ed ancoraggi nella memoria storica, nell’illusione riconosciuta delle presunte certezze passate.

La realtà è che siamo in continuo mutamento. Oggi non siamo i noi stessi di ieri, né saremo quelli di domani.

Nella velocità in cui ci troviamo a vivere oggi risiedono probabilmente le maggiori difficoltà di valutazione e percezione, che quanto da ognuno di noi percepito, corrisponda alla realtà.

Quando il mattone era una certezza, quando i titoli di stato rendevano in doppia cifra, quando i mutui erano a tassi spropositati con durata a dieci massimo quindici anni, quando il mondo viaggiava molto più lentamente, le nostre scelte erano più facili. Almeno oggi ci appaiono tali, ma forse è solo un’illusione.

Le rendite del tasso fisso di allora erano reali o solamente percepite come tali?

Da allora la velocità impressa al nostro quotidiano è paragonabile all’accelerazione di un’auto a batterie, che all’epoca era solo un giocattolo. La necessità di anticipare il futuro ha di fatto trasformato la finalità degli oggetti ed investimenti che allora come oggi possediamo.

L’illusione di percepire il mondo in maniera corretta ci porta spesso a compiere scelte irrazionali. Ponderare con cognizione di causa, facendosi aiutare da un metodo piuttosto che veleggiare sulle onde dell’emotività potrebbe portare a risultati migliori.

In soli due medi tra febbraio ed aprile dello scorso anno abbiamo in maniera compressa, assistito ad un evento storico sui mercati. Il vissuto ci ha proposto un massimo-minimo-massimo da cui trarre spunti per applicarsi negli investimenti con metodo e razionalità. Pochi in futuro lo faranno.

L’illusione del percepito tra una storia passata e la storia anche simile che stai vivendo ti porta a considerare passato e presente con emozioni completamente differenti.

Ci attende un futuro ricco di incognite ed opportunità.

La vera sfida sarà distinguere i sogni dalle illusioni.

 

Giovanni Cedaro

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