Economia
BILANCIO DIFFICILE

Manovra, ecco cosa cambia per Irpef, flat tax e bonus

Riduzione delle aliquote in bilico e tassa piatta per gli autonomi fino a 100mila euro. Allo studio incentivii e sgravi per lavoro e imprese

La Legge di Bilancio 2027 si prepara a un confronto serrato sulle priorità fiscali ed economiche. Il taglio dell’Irpef a favore del ceto medio rischia di essere accantonato, mentre acquistano spazio l’estensione della flat tax per gli autonomi, gli sgravi sui rinnovi contrattuali e gli incentivi per le imprese che investono. Sul tavolo anche interventi per giovani, anziani e famiglie, oltre a possibili misure su pensioni, casa e bollo auto.

A condizionare le scelte è soprattutto la disponibilità di coperture. Il governo deve selezionare gli interventi senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici, mentre una parte delle risorse per energia e difesa dipende dal via libera europeo allo scostamento di bilancio previsto per il prossimo biennio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha richiamato la necessità di «individuare chiaramente le priorità», salvaguardando la credibilità finanziaria dell’Italia.

La sfida è tenere insieme il sostegno ai redditi e la competitività del sistema produttivo. Per una politica economica orientata alla crescita, la riduzione del prelievo su lavoro e attività indipendenti resta una leva importante, anche se la scarsità di risorse impone di stabilire quali misure possano produrre i risultati più significativi.

Irpef, il taglio al ceto medio resta in bilico

Il principale punto interrogativo riguarda l’estensione del taglio dell’Irpef ai redditi compresi tra 50mila e 60mila euro. L’ipotesi è ridurre dal 43 al 33% l’aliquota applicata a questa fascia, proseguendo il percorso di alleggerimento fiscale già avviato negli scorsi anni. Il beneficio per i contribuenti interessati sarebbe di circa mille euro annui, a fronte di un costo stimato in 2,6 miliardi.

La misura è però in stand-by, in attesa che la maggioranza individui le necessarie coperture. Non è escluso che venga rinviata per lasciare spazio ad altri interventi. Appare invece più difficile, almeno per ora, la detassazione anche parziale della tredicesima.

L’ampliamento del taglio Irpef avrebbe il vantaggio di intervenire direttamente sul reddito disponibile, senza introdurre nuovi bonus selettivi. Il ceto medio resta dunque al centro del confronto, ma la decisione dipenderà dalla possibilità di conciliare questa riduzione fiscale con le altre esigenze della manovra.

Flat tax, per gli autonomi la soglia può salire a 100mila euro

Tra le misure che potrebbero trovare spazio c’è l’estensione della flat tax al 15% per le partite Iva, con l’innalzamento da 85mila a 100mila euro della soglia di ricavi e compensi. L’intervento allargherebbe la platea dei lavoratori autonomi che possono beneficiare del regime forfettario, mantenendo un sistema fiscale relativamente semplice e prevedibile.

La proposta punta a sostenere chi lavora in proprio e le piccole attività, riducendo gli ostacoli fiscali alla crescita. Resta tuttavia da affrontare il confronto con Bruxelles, che in passato ha sollevato obiezioni sull’estensione del regime.

Il dossier rappresenta uno dei capitoli più rilevanti per il mondo delle professioni e delle microimprese. L’obiettivo è favorire l’iniziativa economica e contenere il peso degli adempimenti, pur nel rispetto dei vincoli europei.

Rinnovi contrattuali e giovani, tasse più leggere sugli aumenti

Sul fronte del lavoro, la manovra dovrebbe confermare la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, per i lavoratori con redditi fino a 33mila euro. La misura punta a rendere più consistente l’incremento netto delle retribuzioni, sostenendo il potere d’acquisto senza gravare interamente sul costo del lavoro.

L’agevolazione potrebbe essere estesa anche agli aumenti salariali dei giovani dipendenti, con l’obiettivo di rendere più conveniente lavorare in Italia e contrastare la fuga di competenze verso l’estero.

Il capitolo si inserisce nel tentativo di sostenere l’occupazione attraverso la leva fiscale. La riduzione del prelievo sugli incrementi retributivi può infatti consentire ai lavoratori di trattenere una quota maggiore degli aumenti riconosciuti dalle imprese.

Anziani e fragili, allo studio un bonus per le spese sanitarie

Tra le novità in valutazione c’è un sostegno per anziani e persone fragili, con particolare attenzione alle spese sanitarie. L’ipotesi è introdurre un bonus forfettario che anticipi almeno in parte il beneficio fiscale oggi riconosciuto attraverso le detrazioni nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Il contributo potrebbe essere calibrato in base al reddito dei beneficiari e riguardare, tra le altre, le prestazioni sostenute fuori dal Servizio sanitario nazionale, comprese quelle odontoiatriche. La soluzione dovrà tenere conto dei vincoli di cassa e delle risorse effettivamente disponibili.

L’intento è rendere più tempestivo il sostegno a chi deve affrontare spese necessarie, evitando che il beneficio fiscale arrivi soltanto a distanza di mesi.

Bollo auto, si punta a rendere strutturale lo sconto

Il governo valuta anche di rendere strutturale il taglio del bollo auto, previsto per il 2027 su un solo veicolo per famiglia. La misura riguarda le automobili con potenza fino a 80 kW e le motociclette, con l’obiettivo di alleggerire una spesa che grava periodicamente sui proprietari.

La conferma e l’eventuale stabilizzazione dello sconto dipenderanno dalle coperture della manovra. L’intervento si inserisce nel più ampio capitolo delle misure dirette a ridurre il peso fiscale sulle famiglie, insieme agli altri possibili alleggerimenti tributari.

Imprese, più incentivi agli investimenti e alla digitalizzazione

Il sostegno al sistema produttivo passa anche dal rafforzamento dell’iperammortamento, indicato da Giorgetti tra gli strumenti da potenziare. L’agevolazione punta a favorire gli investimenti delle aziende, compresi quelli destinati a ridurre i consumi energetici e migliorare l’efficienza dei processi produttivi.

Tra le ipotesi allo studio figura l’estensione dei beni agevolabili ai software e ai servizi cloud, così da accompagnare la digitalizzazione delle imprese. Un intervento che potrebbe rendere più conveniente l’adozione di tecnologie avanzate e sostenere la produttività.

Per le aziende si prospettano inoltre semplificazioni e un possibile ampliamento della Zes unica, oggi concentrata sulle regioni meridionali. L’obiettivo è rafforzare gli investimenti e la capacità competitiva, con strumenti che favoriscano l’ammodernamento e la crescita dimensionale delle attività produttive.

Casa, cedolare secca e bonus per l’efficienza energetica

Anche il comparto immobiliare potrebbe beneficiare di nuovi interventi. Tra le ipotesi figurano una proroga e un possibile aumento al 65% del bonus per i lavori destinati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Si tratta di una misura ancora da definire, subordinata alle risorse disponibili e alle scelte definitive della manovra.

Sul fronte degli affitti, invece, si valuta una cedolare secca al 5% per le locazioni di lungo periodo. L’eventuale agevolazione avrebbe l’obiettivo di incentivare l’offerta di abitazioni sul mercato regolare, rendendo più conveniente per i proprietari mettere a disposizione gli immobili.

Il tema della casa si intreccia con quello della semplificazione fiscale e dell’ampliamento dell’offerta. La definizione degli interventi dovrà chiarire platea, requisiti e durata delle agevolazioni.

Pensioni e canone Rai, le altre ipotesi sul tavolo

Il capitolo previdenziale resta condizionato dai costi. Oltre alla rivalutazione degli assegni per recuperare l’inflazione, la Lega ha rilanciato la possibilità di consentire l’uscita dal lavoro a 64 anni, applicando però il metodo contributivo. La proposta punta a introdurre maggiore flessibilità, ma richiede valutazioni sulla sostenibilità finanziaria e sulle condizioni di accesso.

Tra le richieste avanzate nella maggioranza compare anche una riduzione del canone Rai, attualmente pari a 90 euro l’anno e addebitato in bolletta elettrica. Anche in questo caso si tratta di un’ipotesi da confrontare con le altre priorità di spesa.

Energia e difesa, decisivo il confronto con Bruxelles

Una parte rilevante del quadro finanziario riguarda gli interventi per energia e difesa. Il governo punta a ottenere il via libera europeo allo scostamento di bilancio previsto per il prossimo biennio, per finanziare le misure collegate a questi settori. L’entità effettiva degli interventi dipenderà dalle decisioni delle istituzioni comunitarie.

La manovra dovrà quindi trovare un equilibrio tra sostegno alle famiglie, riduzione della pressione fiscale e investimenti strategici. La selezione delle misure sarà decisiva: l’obiettivo è utilizzare le risorse disponibili per sostenere il lavoro, rafforzare le imprese e accompagnare la crescita, mantenendo al tempo stesso la credibilità dei conti pubblici.

Enrico Foscarini, 14 ottobre 2026

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