
Dopo le esperienze poco positive degli ultimi anni, gli italiani continuano a fidarsi poco dei mutui a tasso variabile. Anche le banche mostrano cautela e concedono con difficoltà finanziamenti indicizzati.
Secondo i dati aggiornati al 15 settembre dell’Osservatorio di MutuiOnline.it, il calo dell’Euribor ha avuto solo un effetto limitato sul mercato. La quota dei mutui a tasso fisso è scesa di appena tre punti, passando dal 96,7% del secondo trimestre al 93,8% negli ultimi mesi.
In teoria, il divario tra Euribor ed Eurirs — attualmente di circa 80 centesimi — renderebbe conveniente il tasso variabile, soprattutto per chi non si indebita oltre le proprie possibilità. Tuttavia, la prudenza prevale.
Dal lato delle banche, le erogazioni di mutui variabili restano sotto l’1%: chiedere un indicizzato oggi significa affrontare un’elevata probabilità di rifiuto. Inoltre, per incentivare i clienti a scegliere il fisso, gli istituti applicano spread più bassi sull’Eurirs rispetto a quelli sull’Euribor.
Tassi a confronto: fissi vs variabili
Dall’analisi di un mutuo standard da 140.000 euro emergono differenze interessanti:
Mutuo a 20 anni:
- Tasso fisso medio: 3,13% nominale, 3,39% effettivo
- Tasso variabile medio: 2,64% nominale, 2,87% effettivo
- Rata: 785 € (fisso) contro 751 € (variabile)
Mutuo a 30 anni:
- Tasso fisso medio: 3,21% nominale, 3,44% effettivo
- Tasso variabile medio: 2,68% nominale, 2,87% effettivo
- Rata: 606 € (fisso) contro 566 € (variabile)
In sostanza, le banche offrono uno “sconto reale” di circa 30 centesimi sul fisso per mantenerlo competitivo.
Cresce anche la richiesta di capitale: da inizio anno si registra un incremento del 2%, con una media di 143.000 euro e un valore medio dell’immobile ipotecato superiore a 227.000 euro.
Finanziamenti, surroghe e durata media
Le richieste di mutuo per acquisto prima casa rappresentano il 57,9% del totale, ma salgono al 65,2% se si considera l’effettiva erogazione.
Le surroghe continuano a pesare molto nel canale online: 34,5% delle richieste, ma solo 26,5% delle erogazioni.
La durata media dei finanziamenti si aggira intorno ai 25 anni. Quelli tra 25 e 30 anni rappresentano il 46,9% del totale, mentre i mutui con durata tra 15 e 20 anni scendono sotto il 20%.
Interessante anche l’analisi per età: le richieste dei giovani under 36 sono il 38,1%, ma le erogazioni salgono al 44,1%. La garanzia “Fondo Consap Giovani” si conferma quindi molto efficace, riducendo il rischio percepito dalle banche.
Chi dispone di un contratto di lavoro dipendente ha ancora più possibilità di ottenere un finanziamento: le erogazioni verso questa categoria raggiungono l’87%, contro l’82,7% delle richieste.
Il movimento dei tassi: trend e prospettive
Su base annua, il tasso fisso si mantiene stabile rispetto al 2024, mentre il variabile ha registrato una discesa di 1,93 punti percentuali. Negli ultimi mesi, però, i fissi sono tornati leggermente a salire (+0,25 punti da maggio a settembre), mentre i variabili hanno perso altri 0,14 punti.
Commentando i dati con il Corriere della Sera, Alessio Santarelli, amministratore delegato di MutuiOnline.it, ha sottolineato che “il contesto attuale dei mutui evidenzia segnali incoraggianti nonostante le due recenti pause ai tagli del costo del denaro da parte della BCE”.
Santarelli ha aggiunto che “i tassi variabili medi a 20 e 30 anni sono scesi significativamente, dal 4,14% di un anno fa, mentre il fisso si mantiene stabile e competitivo intorno al 3,24%”.
Infine, ha evidenziato come “i mutui green, laddove si rispettino i requisiti, consentono un ulteriore abbattimento dei costi fino a 40-50 punti base” e che “cresce la domanda di mutui prima casa con importi medi ai massimi decennali”.
Secondo l’ad, “è un buon momento per contrarre un mutuo: avvalendosi di operatori specializzati si possono compiere scelte consapevoli ed economicamente vantaggiose”.
Enrico Foscarini, 10 novembre 2025
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