IL FATTO

Il Piano Casa vale 1,2 miliardi

Salvini assicura lo sblocco di risorse per recuperare 60mila alloggi nel 2026

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piano casa salvini

Il governo accelera sul Piano Casa e prova a trasformare gli annunci in cantieri. Dopo settimane di lavoro tecnico, a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione operativa per definire uno strumento finanziario d’urgenza destinato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’obiettivo è chiaro: recuperare rapidamente immobili oggi inutilizzabili e restituirli alle famiglie in attesa.

Il dossier è seguito dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini insieme al titolare degli Affari europei Tommaso Foti e a Palazzo Chigi. Intervenendo alla Camera, Salvini ha spiegato che «c’è stata una riunione proprio a Palazzo Chigi per definire uno strumento finanziario d’urgenza dedicato alla manutenzione straordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica».

Sul tavolo ci sono 1,2 miliardi di euro, con l’ambizione di “metterli a terra in tempi brevissimi”. Tradotto: «aprire i cantieri già in questo 2026» e recuperare circa 60mila alloggi oggi bloccati da carenze manutentive. Un intervento che punta a immettere rapidamente nuove case popolari in un sistema che sconta liste d’attesa sempre più lunghe.

Risorse e numeri

Il ministro ha ricordato che nell’ultima legge di bilancio il Mit ha stanziato 1 miliardo per una sperimentazione di edilizia abitativa sociale, mentre nelle scorse settimane è stata evocata l’ipotesi di un pacchetto complessivo fino a 8 miliardi. Le opposizioni contestano la portata dell’intervento, sottolineando il divario tra i nuovi alloggi promessi e le circa 350mila famiglie in graduatoria.

La sfida, al di là delle cifre, resta quella dell’efficienza: tempi certi, spesa rapida e cantieri realmente operativi. Il tentativo dell’esecutivo è dare un segnale già prima del referendum, anche attraverso un Dpcm che consenta di stringere i tempi.

La “fascia grigia”

Una parte centrale del Piano riguarda la cosiddetta “fascia grigia”, quell’area composta da famiglie, giovani lavoratori e professionisti che non rientrano nei requisiti per l’edilizia popolare ma faticano comunque ad accedere al mercato libero. Salvini ha parlato di «centinaia di migliaia di persone, famiglie, giovani, professionisti, insegnanti, infermieri, poliziotti che non sono abbastanza indigenti per essere in graduatoria», ma che restano esclusi da soluzioni sostenibili.

Tra gli strumenti allo studio c’è il rent to buy, formula che consente l’affitto con diritto di riscatto, un meccanismo che può favorire l’accesso graduale alla proprietà riducendo l’esborso iniziale.

Intanto, secondo uno studio di Confedilizia, nel 2025 le richieste di nuovi mutui e surroghe sono cresciute del 12%, con oltre un terzo delle domande presentate da under 35. Un dato che potrebbe essere legato anche alla proroga del Fondo di garanzia Consap per i giovani con Isee fino a 90mila euro, che copre fino all’80% del mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Segnale che, quando gli strumenti funzionano, la domanda reagisce.

Enrico Foscarini, 27 febbraio 2026

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