Economia

IL FATTO

Ponte sullo Stretto, il governo si piega a Corte dei Conti e Quirinale

Il decreto perde il commissario straordinario: Salvini costretto a ritardare l’avvio dei cantieri

salvini ponte sullo stretto di messina Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il decreto per il Ponte sullo Stretto di Messina, ma la versione finale segna un cambio di passo rispetto alle intenzioni iniziali. Scompare la nomina di Pietro Ciucci come commissario straordinario, un ruolo che Salvini aveva indicato come decisivo per accelerare l’avvio dei cantieri e coordinare l’iter approvativo. La modifica arriva dopo il confronto con il Quirinale e la necessità di rispettare i rilievi della Corte dei Conti, evitando ogni apparente limitazione dei poteri di controllo dei magistrati contabili.

Il Mit al centro del coordinamento

Tutte le competenze ritornano ora al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamato a gestire l’istruttoria, aggiornare il piano economico-finanziario della Stretto di Messina Spa, acquisire il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sulle tariffe di pedaggio e sottoporre la documentazione al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Parallelamente, il dicastero curerà la preparazione della documentazione necessaria al dialogo con la Commissione europea, per verificare la piena compatibilità del progetto con le norme Ue.

«Oggi si è definito ulteriormente l’iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte», ha sottolineato il Mit, confermando che tutte le procedure saranno rispettate. L’ad di Stretto Spa, Pietro Ciucci, ha ribadito l’impegno «per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto», pur senza la nomina a commissario che avrebbe centralizzato l’operazione.

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Le conseguenze politiche e istituzionali

La scelta di eliminare il commissario segna un ritocco importante all’agenda di Salvini, indicata come necessaria per superare la delibera Cipess bocciata dalla Corte dei Conti. L’opposizione non ha tardato a criticare il governo: Angelo Bonelli parla di forzatura istituzionale e insiste sulla pericolosità di un progetto da 14 miliardi di euro già contestato sul piano tecnico.

Nonostante le critiche, il decreto include misure per la messa in sicurezza del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25 e prevede la preparazione di un bando-tipo per le concessioni demaniali. Secondo il Mit, si tratta di una risposta concreta ai numerosi appelli delle associazioni di categoria, soprattutto in un contesto di grande incertezza per il comparto infrastrutturale e turistico.

Un progetto simbolo, ma rallentato

Con il decreto approvato, il governo conferma l’impegno per la realizzazione del Ponte sullo Stretto, ma la marcia indietro sul commissario evidenzia come l’iter rimanga vincolato a equilibri istituzionali e controlli burocratici. Il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia resta una priorità strategica, ma l’avvio dei lavori dovrà fare i conti con procedure più complesse e con la necessità di conciliare obiettivi politici, economici e vincoli legali.

Enrico Foscarini, 6 febbraio 2026

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