GRANDE FRATELLO FISCALE

Fisco: partito il collegamento Pos-registratori, ora siamo tutti nel mirino!

Aumenteranno i controlli incrociati sui pagamenti elettronici. Anche se sparirà l'obbligo di conservare gli scontrini

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Il sistema entra ufficialmente in funzione. Da ieri è partita la procedura per collegare Pos e registratori telematici, uno degli adempimenti fiscali previsti dalla legge di Bilancio 2025. L’Agenzia delle Entrate ha attivato il servizio online che consente agli esercenti di effettuare l’abbinamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratori di cassa digitali.

L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tracciabilità dei pagamenti elettronici e rendere più coerente il confronto tra incassi e scontrini fiscali. In pratica, ogni pagamento effettuato con carta o strumenti digitali potrà essere confrontato automaticamente con i corrispettivi trasmessi al Fisco.

La procedura si svolge interamente online e, almeno nella fase iniziale, sembra partire senza particolari criticità.

Il collegamento tra Pos e registratori di cassa

Dal punto di vista tecnico non è richiesto alcun collegamento fisico tra i dispositivi. L’operazione consiste semplicemente in un abbinamento digitale effettuato attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.

Gli esercenti – anche tramite un intermediario – devono utilizzare il servizio “Gestione collegamenti” e associare la matricola del registratore telematico ai dati identificativi del Pos o degli altri strumenti di pagamento elettronico utilizzati.

Per semplificare l’operazione, il sistema mostra già l’elenco dei Pos comunicati all’amministrazione finanziaria dagli operatori dei pagamenti, consentendo agli esercenti di verificare e confermare le informazioni disponibili.

In sostanza, non cambia la tecnologia dei registratori di cassa. Cambia invece la struttura dei dati che finiscono nei sistemi fiscali, che diventano sempre più integrati con i flussi dei pagamenti elettronici.

Le scadenze per gli esercenti

Per gli strumenti di pagamento elettronico già in uso all’inizio del 2026 o utilizzati nel corso di gennaio, il primo censimento dovrà essere completato entro il 20 aprile.

Si tratta dei 45 giorni concessi dall’attivazione del servizio online per effettuare la prima registrazione dei dispositivi.

Per i nuovi Pos attivati successivamente, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato dal sesto giorno del secondo mese successivo alla data di attivazione e comunque entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Un Pos che inizia a operare a marzo, ad esempio, dovrà essere collegato al registratore telematico tra il 6 e il 31 maggio.

Nel caso in cui non ci siano modifiche successive agli strumenti utilizzati, il censimento potrà essere effettuato una sola volta.

Controlli prima delle sanzioni

Per evitare una partenza troppo rigida del sistema, l’Agenzia delle Entrate ha previsto una fase iniziale più morbida. In caso di errori o disallineamenti nei dati, prima delle sanzioni verranno inviate lettere di compliance agli esercenti, consentendo di verificare e correggere eventuali anomalie.

L’obiettivo dichiarato è aumentare la correttezza dei dati fiscali senza trasformare immediatamente il nuovo sistema in un meccanismo sanzionatorio.

Dal mondo delle imprese arrivano segnali relativamente positivi sulla partenza della procedura. Vincenzo De Luca, responsabile fiscale di Confcommercio, ha spiegato che “siamo ancora al primo giorno di utilizzo del servizio online ma non mi è stata segnalata alcuna criticità o anomalia da parte delle nostre associazioni territoriali. A oggi possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto dall’Agenzia delle Entrate”.

Secondo De Luca è positiva anche la scelta di non imporre costi tecnici aggiuntivi agli operatori per effettuare il collegamento.

Meno carta, ma più dati per il Fisco

Il collegamento tra Pos e registratori telematici rappresenta una delle trasformazioni fiscali più significative degli ultimi anni. Da una parte elimina alcuni adempimenti ormai inutili, come la conservazione delle ricevute cartacee dei Pos, che non avevano valore contabile reale.

Dall’altra parte però rafforza la capacità del Fisco di incrociare automaticamente i dati delle transazioni elettroniche con quelli dei corrispettivi trasmessi dai registratori telematici.

Il risultato è evidente: ogni pagamento elettronico diventa immediatamente confrontabile con gli scontrini fiscali. Meno carta negli archivi di cittadini e imprese, ma un sistema di controllo fiscale sempre più automatizzato e capillare.

La ricevuta del Pos può anche sparire. I dati, invece, restano tutti. E finiscono direttamente nei sistemi dell’amministrazione finanziaria.

Enrico Foscarini, 6 marzo 2026

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