Una proposta di legge composta da sette articoli punta a ridefinire il quadro della responsabilità civile delle professioni tecniche, introducendo regole più precise per distinguere gli obblighi dei professionisti da quelli delle imprese esecutrici. Il testo è stato presentato alla Camera dei deputati nel corso dell’evento “Responsabilità civile ed equo compenso. Le professioni tecniche per la crescita del Paese”, promosso dal deputato Andrea de Bertoldi, presidente di Liberali cristiano democratici (Lcd), movimento federato con la Lega.
L’obiettivo della proposta è intervenire su una delle questioni più controverse per il settore: la responsabilità solidale tra professionista e impresa in caso di danni, difformità o difetti nell’esecuzione delle opere. Il provvedimento prevede infatti una delimitazione più netta delle responsabilità, tenendo conto anche delle situazioni in cui l’azienda esecutrice abbia cessato l’attività o sia fallita.
Responsabilità proporzionata alla condotta accertata
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, il testo mira a chiarire il perimetro dell’azione risarcitoria, limitando la responsabilità del professionista alla quota riconducibile alla sua effettiva condotta colposa accertata. Una modifica che, nelle intenzioni dei promotori, consentirebbe di garantire maggiore certezza del diritto senza comportare nuovi oneri per le finanze pubbliche.
De Bertoldi ha spiegato che la proposta “nasce con l’intento di valorizzare le professioni tecniche, offrendo loro un sistema più chiaro, equilibrato, equo e coerente con i principi costituzionali”. Secondo il parlamentare, soltanto all’interno di un quadro normativo più definito sarà possibile liberare energie e competenze utili a sostenere la realizzazione di opere pubbliche e private, infrastrutture e interventi di governo del territorio.
Lo stesso deputato ha sottolineato che “oggi qui gettiamo delle basi” e che l’obiettivo è “costruire le fondamenta sulle quali possa reggersi in maniera più solida la crescita del Paese”.
Equo compenso, annunciato un nuovo emendamento
Nel corso dell’iniziativa è stato affrontato anche il tema dell’equo compenso, sul quale De Bertoldi ha annunciato l’intenzione di presentare un emendamento per estendere la disciplina a tutti i clienti e agli appalti pubblici.
Secondo il parlamentare, la normativa esistente non ha ancora prodotto gli effetti sperati. Per questo motivo ritiene necessario rafforzarla e ampliarne l’ambito di applicazione. “La norma c’è, infatti, ma non è mai decollata. Ed è l’altra gamba che può aiutare i professionisti che, a loro volta, aiuteranno il Paese”, ha affermato.
Un giudizio favorevole è arrivato anche dalla vicepresidente vicaria del Consiglio nazionale degli ingegneri, Carla Cappiello, che ha definito il provvedimento “un primo importante passo verso una disciplina più moderna, fondata sulla proporzionalità della responsabilità e sulla certezza del diritto”.
Il sostegno degli ordini professionali
La proposta ha raccolto il consenso di numerosi rappresentanti delle professioni tecniche. Il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, Giovanni Esposito, l’ha definita “una proposta di legge lungimirante che appoggiamo con forza”, evidenziando come venga finalmente riconosciuto il ruolo strategico delle professioni tecniche nello sviluppo infrastrutturale del Paese.
Esposito ha inoltre sottolineato che il tema della responsabilità dei professionisti impegnati nella progettazione rappresenta da tempo una questione centrale e che il nuovo impianto normativo consentirebbe di introdurre “tutele chiare e proporzionate” in presenza di condotte colpose accertate.
Tutele per gli eredi e revisione delle coperture assicurative
Tra gli aspetti più rilevanti del testo figurano anche la ridefinizione del perimetro delle polizze assicurative professionali e una disciplina specifica per gli eredi dei tecnici. La proposta prevede infatti che il loro coinvolgimento nelle azioni risarcitorie sia limitato all’attivo ereditario, salvaguardando il patrimonio personale.
Tra gli strumenti di tutela più importanti nel settore edilizio figura la polizza decennale postuma, che il costruttore è tenuto a consegnare all’acquirente negli immobili da costruire. La copertura garantisce il risarcimento dei danni materiali e diretti derivanti da rovina dell’edificio o da gravi difetti costruttivi che si manifestino entro dieci anni dall’ultimazione dei lavori. In questo contesto, una più netta distinzione delle responsabilità tra impresa esecutrice e professionista potrebbe contribuire a rendere più chiaro anche il funzionamento delle garanzie assicurative e delle eventuali azioni risarcitorie.
Per il presidente del Consiglio nazionale dei geometri, Paolo Biscaro, il provvedimento “affronta con lucidità la sproporzione tra il rischio a carico dei tecnici e il valore della loro prestazione”. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, Alessandro Panci, secondo cui è “necessario distinguere la responsabilità civile del professionista da quella dell’impresa, chiarendo i rispettivi ruoli e definendo un limite temporale alla responsabilità professionale”.
Pareri positivi sono arrivati anche dal presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Roberto Troncarelli, e dal presidente della Fondazione Inarcassa, Andrea De Maio. Quest’ultimo ha evidenziato che “oggi abbiamo raggiunto un primo importantissimo traguardo per la responsabilità civile delle professioni tecniche, grazie alla proposta di legge a firma dell’onorevole Andrea De Bertoldi”.
Un intervento per riequilibrare il sistema
La proposta di legge si inserisce nel più ampio dibattito sulla necessità di rendere più equilibrato il rapporto tra professionisti tecnici e imprese esecutrici, riducendo le incertezze che negli anni hanno ampliato il rischio patrimoniale a carico di progettisti, direttori dei lavori e altri professionisti coinvolti nei processi edilizi e infrastrutturali.
Nelle intenzioni dei promotori, il nuovo impianto normativo dovrebbe contribuire a rafforzare la certezza del diritto, definire con maggiore precisione le responsabilità effettive dei soggetti coinvolti e creare condizioni più favorevoli per l’attività professionale e per lo sviluppo degli investimenti nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture.
Enrico Foscarini, 17 giugno 2026
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