
L’anno della telefonia italiana si apre seguendo un copione ormai ben noto agli utenti: una nuova pioggia di rimodulazioni, ovvero modifiche unilaterali applicate a contratti Internet già attivi e comunicate solo a gruppi selezionati di clienti. Una pratica che coinvolge praticamente tutti gli operatori, con l’unica eccezione storica rappresentata da Iliad, che ha sempre fatto della promessa di niente rimodulazioni uno dei suoi punti identitari.
Anche questa volta, però, qualcosa cambia. Iliad non interviene sui contratti esistenti, ma aumenta il prezzo della fibra per i nuovi clienti, segnale evidente di un mercato arrivato a un punto di svolta. Dopo anni di guerra dei prezzi e di offerte mobili tra le più economiche d’Europa, i margini degli operatori sono diventati troppo sottili. Il 2026 potrebbe essere l’anno in cui questa fase si chiude definitivamente, e i rincari di inizio anno sembrano solo il primo assaggio.
Come spesso accade, le comunicazioni arrivano sotto le feste, alimentando la sensazione che si voglia far passare tutto sotto traccia. È bene ricordare però che in caso di rimodulazione unilaterale l’utente ha sempre 30 giorni di tempo per recedere senza costi, un diritto che resta centrale per difendersi dagli aumenti.
Fastweb tra mobile e fisso: aumenti mirati
Fastweb è tra gli operatori più attivi in questa tornata di rimodulazioni. Per alcuni clienti mobile sono previsti aumenti da uno a quattro euro al mese a partire dal primo gennaio 2026, variabili in base all’offerta sottoscritta. Sul fronte della rete fissa, invece, la decorrenza indicata è dal primo febbraio 2026, con rincari che vanno da uno a tre euro al mese.
Un dettaglio importante riguarda chi ha vecchie promozioni: Fastweb specifica che eventuali sconti già riconosciuti possono restare applicati, secondo quanto previsto dal singolo contratto. Vale come sempre la regola fondamentale delle rimodulazioni: non esiste un aumento uguale per tutti e fa fede esclusivamente la comunicazione ricevuta dal singolo cliente.
I rincari di WindTre e Tim
Anche WindTre si muove nella stessa direzione. Su alcune offerte di rete fissa applica rincari di 5 euro al mese da gennaio, mentre sul mobile era già intervenuta a dicembre con aumenti di 2 euro mensili.
Tim, invece, concentra l’attenzione soprattutto sull’universo TimVision. Dal primo gennaio 2026 aumenta di 5 euro al mese il costo del pacchetto TimVision Intrattenimento, ma non è l’unico intervento. L’operatore spiega che “a partire dal 1° marzo 2026, per esigenze economiche derivanti dal mutamento delle condizioni di mercato per le offerte che includono i contenuti di Disney+ Standard con pubblicità, il costo annuale di alcune offerte della gamma TimVision aumenterà di un importo compreso tra 12 e 48 euro, dilazionato in 12 mesi”.
Già dal 10 dicembre Tim aveva inoltre rimodulato alcune offerte mobili di 1,99 euro al mese, in certi casi compensando l’aumento con servizi aggiuntivi.
TimVision punta sullo streaming: arriva Hbo Max
Nel frattempo Tim rafforza la strategia di TimVision come piattaforma aggregatrice. L’operatore ha annunciato una nuova partnership strategica con Warner Bros. Discovery che porta Hbo Max all’interno di TimVision, arricchendo ulteriormente l’offerta che già include Disney+, Netflix e altri servizi.
Secondo l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, “Discovery rafforza ulteriormente il posizionamento di TimVision come principale hub dello streaming video sul mercato italiano”. Dello stesso avviso Warner Bros. Discovery, con Alessandro Araimo che sottolinea come “il lancio di Hbo Max in Italia rappresenti un elemento dirompente per il mercato, perché in un unico servizio gli abbonati trovano il meglio della produzione internazionale e locale, tra film, serie tv e sport”.
Iliad: niente rimodulazioni e prezzo chiaro
Iliad continua a distinguersi nel mercato italiano mantenendo l’impegno di non applicare rimodulazioni ai clienti già attivi, una scelta che resta un unicum in un settore segnato da aumenti ricorrenti e modifiche unilaterali dei contratti. Nessun rincaro, quindi, per chi ha già sottoscritto un’offerta, né sul mobile né sulla fibra.
Sul fronte dei nuovi abbonamenti fibra, a partire da gennaio 2026 il prezzo di listino è fissato a 26,99 euro al mese, ma scende a 22,99 euro al mese per chi possiede già una SIM mobile Iliad – o decide di attivarla – con un’offerta da almeno 9,99 euro mensili e pagamento automatico. Una formula che incentiva la convergenza fisso-mobile senza penalizzare i clienti esistenti.
Nel canone è incluso anche Cafeyn, il servizio di lettura digitale che permette di accedere a diverse riviste come Panorama, Gazzetta dello Sport, Gente e Le Scienze. Un extra che, se acquistato separatamente, ha un valore di listino di 9,99 euro al mese e che rappresenta un’aggiunta senza costi nascosti all’offerta fibra. Pur non includendo i principali quotidiani nazionali, il servizio rafforza l’impostazione di Iliad su prezzi trasparenti e contenuti inclusi, senza aumenti successivi nel tempo.
Sky Wifi non tocca i prezzi
In questo scenario spicca il caso di Sky Wifi, che in Italia ha scelto una strada diversa rispetto a molti concorrenti. A differenza di operatori come Tim o WindTre, Sky non ha introdotto nei contratti clausole di adeguamento automatico all’inflazione, le cosiddette clausole ISTAT. Questo significa che il canone non aumenta automaticamente ogni anno in base all’indice dei prezzi al consumo.
Ciò non esclude, però, la possibilità di rimodulazioni unilaterali. Anche Sky, come tutti gli operatori, può intervenire sui contratti per esigenze tecniche o economiche, ma in questi casi è obbligata a inviare una comunicazione con almeno 30 giorni di preavviso. Se ciò accade, il cliente ha sempre diritto a recedere o cambiare operatore senza penali.
Spesso la sensazione di un rincaro nasce invece dalla fine del periodo promozionale. Molte offerte Sky Wifi prevedono un prezzo scontato per i primi 12 o 18 mesi, che poi passa automaticamente al prezzo di listino. Non si tratta di un aumento deciso dall’operatore in corso d’opera, ma di una condizione già prevista al momento della sottoscrizione. Per questo è fondamentale controllare l’area Fai da Te e verificare sia eventuali comunicazioni contrattuali sia la scadenza delle promozioni attive.
Un mercato che si prepara a cambiare
Il clima generale sembra favorevole a ulteriori rincari nel corso del 2026, anche alla luce dei consolidamenti in atto. Fastweb sta completando l’integrazione con Vodafone e ha già dichiarato conclusa la stagione della guerra dei prezzi. Nel settore circolano con insistenza voci su nuove possibili fusioni, come un’ipotetica aggregazione tra WindTre e Iliad, anche se al momento non esistono conferme ufficiali.
Per i consumatori italiani, il messaggio è chiaro: il periodo delle tariffe sempre più basse sembra avviarsi alla fine, e l’attenzione alle comunicazioni degli operatori diventa più che mai decisiva per evitare sorprese in bolletta.
Enrico Foscarini, 14 gennaio 2026
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