IL FATTO

Rottamazione dei veicoli con fermo amministrativo, ora si può

Approvata la legge che consente la demolizione di auto e moto gravati dal provvedimento. Senza vantaggi economici

4.9k 0
rottamazione fermo amministrativo

La rottamazione dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo diventa finalmente possibile. Con l’approvazione definitiva del disegno di legge da parte del Senato, dopo il primo via libera della Camera, viene superato un vuoto normativo che per anni ha impedito la demolizione di mezzi ormai inutilizzabili, pur privi di qualsiasi valore economico.

La nuova normativa introduce un principio chiaro: il fermo amministrativo non può più impedire la radiazione per rottamazione, a condizione che il proprietario non tragga alcun vantaggio economico dalla demolizione. In questo modo resta intatta la funzione del fermo come strumento di tutela del credito, ma si elimina un blocco che aveva effetti negativi sul piano ambientale, della sicurezza e del decoro urbano.

Veicoli inutilizzabili e costi per la collettività

Secondo le stime emerse durante l’iter parlamentare, in Italia esistono oltre 3,5 milioni di veicoli fuori uso che, non potendo essere demoliti a causa del fermo amministrativo, finiscono per rappresentare un peso per l’intera collettività. Mezzi incidentati, ammalorati o ridotti a carcasse che occupano spazi pubblici e privati, generando costi di custodia, rischi per la sicurezza e impatti ambientali significativi.

La legge interviene proprio su questo punto, consentendo la cancellazione dai pubblici registri dei veicoli non più idonei alla circolazione e privi di valore economico, senza compromettere le garanzie fiscali dello Stato.

Le nuove regole sulla demolizione dei veicoli con fermo fiscale

Il provvedimento, composto da quattro articoli, disciplina in modo puntuale le procedure di attestazione dell’inutilizzabilità del veicolo e la possibilità di rimozione d’ufficio da parte degli enti locali. I Comuni potranno intervenire anche immediatamente nei casi in cui sussistano motivi di sicurezza o di tutela ambientale, evitando che i costi ricadano sulle casse pubbliche.

Restano invece esclusi dalla nuova disciplina la radiazione per esportazione e qualsiasi forma di incentivo pubblico per l’acquisto di nuovi veicoli quando è presente un fermo amministrativo. Una scelta che rafforza il principio secondo cui la demolizione non deve trasformarsi in un beneficio economico per il debitore.

Sicurezza, legalità e fine di un paradosso normativo

Nel corso del dibattito parlamentare è stato più volte sottolineato come la precedente normativa avesse creato un vero e proprio paradosso legislativo, impedendo la rimozione di veicoli che non garantivano più alcun valore, ma continuavano a rappresentare un rischio concreto per cittadini e territori.

Come spiegato dall’onorevole Gaetana Russo, la legge consente di intervenire su carcasse e veicoli incidentati che, pur essendo vincolati, non erano più in grado di assolvere alla funzione di garanzia per cui erano stati sottoposti a fermo. La nuova disciplina “rimedia a un problema di legalità e sicurezza, vieta qualsiasi beneficio economico e impedisce l’esportazione all’estero, garantendo che il fine vita del veicolo avvenga all’interno del perimetro nazionale”.

L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre drasticamente il numero di mezzi abbandonati, stimati tra 1 e 1,5 milioni, restituendo spazi più sicuri e decorosi alle città e fornendo agli amministratori locali strumenti concreti per intervenire.

Un impatto positivo su ambiente e territori

Con l’entrata in vigore della legge, la gestione dei veicoli fuori uso compie un passo avanti significativo. La possibilità di demolire mezzi inutilizzabili anche in presenza di fermo amministrativo rappresenta una risposta concreta a un problema diffuso, migliorando la tutela ambientale, la sicurezza urbana e l’efficienza amministrativa.

Un intervento normativo che punta al buon senso e che, senza intaccare la certezza del credito, permette finalmente di chiudere il ciclo di vita di veicoli che da troppo tempo gravavano su cittadini e territori.

Enrico Foscarini, 21 gennaio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version