IL DOSSIER

Saldi al via oggi, gli italiani spenderanno 137 euro a testa

Confesercenti stima un giro d'affari di 6 miliardi. Sondaggio Confcommercio: vendite promozionali decisive per l'80% dei negozi

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È ufficialmente partita oggi, 3 gennaio, la stagione dei saldi invernali 2026 in tutta Italia, mentre in Valle d’Aosta gli sconti sono iniziati già ieri. I negozi aprono le vendite di fine stagione in un contesto che appare però profondamente cambiato rispetto al passato. Secondo le stime di Confesercenti, il giro d’affari complessivo dovrebbe attestarsi intorno ai 6 miliardi di euro, ma una parte consistente degli acquisti è stata anticipata. Quasi 2 milioni di italiani avrebbero infatti già fatto shopping nei cosiddetti «pre-saldi» scattati dopo Natale, riducendo l’effetto concentrazione del primo giorno ufficiale.

Un calendario frammentato

Il quadro normativo resta disomogeneo. Il calendario dei saldi varia da regione a regione, così come i divieti sulle vendite promozionali. In alcune aree le promozioni sono vietate prima del 3 gennaio, in altre sono consentite anche dopo la fine dei saldi, mentre in alcuni territori gli esercenti godono di piena libertà durante l’anno. La Provincia autonoma di Trento lascia ai commercianti la scelta delle date, mentre Bolzano segue un calendario differenziato per distretto. In questo scenario frammentato, pianificare gli acquisti diventa fondamentale. Nei negozi fisici resta utile individuare prima i prodotti di interesse e confrontare i prezzi, così da verificare la reale entità degli sconti e valutare la qualità della merce attraverso le etichette.

Il monito di Confesercenti

Sulla trasparenza dei prezzi, Confesercenti richiama l’attenzione dei consumatori ricordando che “il prezzo deve essere esposto in modo chiaro: quello originario, lo sconto applicato e il prezzo finale”, sottolineando che la normativa impone come prezzo base quello più basso praticato nei 30 giorni precedenti l’inizio dei saldi. Anche l’allestimento dei negozi è un indicatore importante: la merce in saldo deve essere separata da quella a prezzo pieno e accompagnata da cartellini completi. Vetrine coperte da manifesti che impediscono di vedere i prodotti sono spesso il segnale di pratiche poco trasparenti.

Le stime di Confcommercio

Alle stime di Confesercenti si affiancano quelle di Confcommercio, che prevede una spesa media di 137 euro a consumatore per un totale di 4,9 miliardi di euro, distribuiti su circa 16 milioni di famiglie. Con l’avvio dei saldi, quasi 6 italiani su 10 si dichiarano pronti ad acquistare a prezzi scontati e per il 47,3% questo periodo rappresenta l’occasione per comprare articoli desiderati da tempo. L’abbigliamento e le calzature restano i prodotti più richiesti, mentre il canale di vendita conferma una forte integrazione tra negozi fisici e online.

Prudenza e scelte consapevoli

I consumatori si mostrano più selettivi rispetto al passato. Oltre la metà dichiara di aver cambiato abitudini a causa degli inverni meno rigidi, rinviando l’acquisto di capi pesanti o orientandosi verso abbigliamento più leggero. Un dato che, secondo Confcommercio, è confermato anche dall’80% delle imprese, che segnala un ritardo nella domanda di prodotti invernali. I saldi restano comunque decisivi per i conti dei negozi: per otto imprese su dieci incidono fino al 20% delle vendite annuali, anche se il 38% degli imprenditori segnala un calo dei ricavi nel 2025 rispetto all’anno precedente.

I diritti dei consumatori

A richiamare l’attenzione sui diritti dei clienti è il Codacons, che ricorda come il cambio di un capo non difettoso resti a discrezione del negoziante, ma che in caso di prodotto difettoso il consumatore abbia diritto a riparazione, sostituzione o rimborso. Per gli acquisti online resta valido il diritto di recesso entro 14 giorni dalla consegna e i pagamenti elettronici devono sempre essere accettati senza costi aggiuntivi. “Girate nei giorni che precedono i saldi e confrontate i prezzi; entrate nei negozi con le idee chiare sulle spese da fare; diffidate degli sconti troppo elevati e dei marchi che imitano quelli noti”, raccomanda l’associazione dei consumatori, sottolineando come la prudenza resti la miglior difesa contro fregature e acquisti impulsivi.

Enrico Foscarini, 3 gennaio 2026

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