IL BLOCCO

Sciopero, domani Landini paralizza l’Italia

Scuole, sanità e servizi a rischio in tutta Italia. Cgil e Usb fermano molti settori, con disagi diffusi per cittadini e famiglie

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Domani l’Italia rischia di fare i conti con una nuova giornata di disagi diffusi per cittadini e imprese. Lo sciopero generale del 9 marzo coinvolgerà infatti una larga parte dei settori pubblici e privati, con conseguenze concrete soprattutto per scuole, sanità, uffici e servizi.

La mobilitazione è stata proclamata da Cgil e Usb in occasione delle iniziative legate alla Giornata internazionale dei diritti delle donne, ma l’effetto per milioni di italiani potrebbe tradursi in cancelli chiusi negli istituti scolastici, servizi rallentati e attività pubbliche ridotte.

Se da un lato i trasporti non saranno interessati dalla protesta, dall’altro la giornata di mobilitazione rischia comunque di creare forti difficoltà organizzative per famiglie, studenti e lavoratori.

Scuole a rischio chiusura in tutta Italia

Il settore più esposto ai disagi sarà quello dell’istruzione. Lo sciopero riguarda scuola pubblica e privata, università, ricerca e formazione, coinvolgendo docenti, personale amministrativo e tecnico.

L’adesione potrebbe tradursi in istituti chiusi o attività didattiche sospese, con molte famiglie costrette a riorganizzare la giornata all’ultimo momento. In diversi territori i dirigenti scolastici potrebbero non riuscire a garantire il normale svolgimento delle lezioni proprio per l’assenza di personale.

Alla mobilitazione generale si aggiunge anche quella proclamata dalla Flc Cgil, che ha indetto una giornata di astensione dal lavoro nei comparti di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale.

Il sindacato spiega che l’obiettivo è quello di rilanciare una mobilitazione sui diritti delle donne e sul lavoro. Secondo la Flc Cgil, “intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all’autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale”.

Sanità e uffici pubblici a ranghi ridotti

Possibili disagi anche nella sanità, dove comunque resteranno garantite le prestazioni essenziali. Lo sciopero coinvolge infatti infermieri, operatori socio-sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e veterinari, con il rischio di rallentamenti nelle attività ordinarie.

Oltre alla sanità, la mobilitazione interessa anche terziario, turismo, servizi e uffici, con inevitabili ripercussioni sul funzionamento della macchina pubblica e su numerose attività economiche.

Il quadro complessivo è quello di una giornata che, pur senza lo stop ai trasporti, potrebbe comunque tradursi in servizi ridotti e organizzazioni rallentate in molte città italiane.

Le rivendicazioni della protesta

Alla base della protesta ci sono diverse rivendicazioni sindacali. Tra i temi indicati figurano il gender pay gap, la precarietà lavorativa e il peso del lavoro di cura che continua a ricadere soprattutto sulle donne.

Secondo il sindacato, molte professioni a prevalenza femminile restano tra le più sottopagate del mercato del lavoro. Non mancano poi le critiche politiche, con accuse rivolte al governo per una presunta “deriva autoritaria” e per le modifiche ipotizzate alla normativa sulla violenza sessuale.

Nel mirino finisce in particolare il possibile passaggio dal principio del “consenso libero e attuale” a quello del “dissenso”, che secondo il sindacato rischierebbe di penalizzare le vittime.

La Flc Cgil sostiene inoltre che in Italia manca ancora un’educazione sessuo-affettiva strutturata nelle scuole, in un contesto in cui crescono i casi di violenza tra giovani e giovanissimi.

Per il sindacato, “lo sciopero è uno strumento di lotta che va oltre l’8 e il 9 marzo, per farsi azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società”.

Una nuova giornata di disagi per cittadini e famiglie

Al di là delle motivazioni politiche e sindacali, per i cittadini la giornata del 9 marzo rischia di tradursi soprattutto in servizi ridotti, scuole chiuse e attività rallentate.

Un copione ormai ricorrente quando viene proclamato uno sciopero generale nazionale, con milioni di persone costrette ad adattarsi alle conseguenze di una protesta che, ancora una volta, si scarica soprattutto sulla vita quotidiana di famiglie e lavoratori.

Enrico Foscarini, 8 marzo 2026

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