L'ANALISI

Tredicesime in aumento, ma il Fisco ne porta già via un quinto

Le riforme Irpef aumentano il reddito disponibiile con lo stipendio-extra a 50 miliardi ma le scadenze di dicembre faranno evaporare il 20%

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natale

Natale si avvicina con segnali incoraggianti per l’economia italiana. Le tredicesime 2025, più ricche rispetto agli anni precedenti, si intrecciano con la crescita delle entrate tributarie, delineando un quadro dinamico in cui il reddito disponibile delle famiglie aumenta, ma deve fare i conti con le scadenze fiscali di fine anno. Le mensilità aggiuntive risultano più consistenti anche grazie alle riforme del governo Meloni, che hanno ampliato la prima aliquota Irpef del 23% fino a 28mila euro e ridotto il cuneo fiscale fino a 40mila, lasciando più risorse nelle buste paga.

Secondo Confcommercio, la spesa complessiva per regali e festività raggiungerà 50 miliardi di euro, sostenuta da un mix di «inflazione sotto controllo, occupazione ai massimi e un maggior reddito disponibile». La percezione positiva trova riscontro nei numeri: il monte tredicesime sfiora i 49,9 miliardi con un aumento di 2,4 miliardi sul 2024. Il valore medio per famiglia sale a 1.964 euro, +53 euro rispetto allo scorso anno, un progresso che si rafforza nel confronto con il passato recente.

Il 20% delle tredicesime finisce subito in tasse

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli parla di «cauto ottimismo» e invita a consolidare la ripresa «detassando gli aumenti dei contratti maggiormente rappresentativi» come quelli del terziario e del turismo. La quota destinata ai consumi resta significativa, ma va ricordato che 9,4 miliardi, pari a circa il 20% delle tredicesime, vengono assorbiti quasi immediatamente dalle imposte e dai versamenti di dicembre. Una zavorra prevedibile ma rilevante, che incide soprattutto sulle famiglie che programmano la spesa natalizia nel dettaglio.

Nonostante ciò, i consumi restano sostenuti. Regali, giocattoli, profumi e cartoleria valgono 10,1 miliardi, il valore più elevato dal 2020. L’Unione nazionale consumatori segnala che la spesa pro capite per le strenne arriva a 210 euro, superando i livelli del 2023 e 2022. Molti italiani scelgono di investire anche in esperienze, «regalandosi» ristoranti, spettacoli, musei e attività dedicate al benessere personale, confermando una tendenza a vivere le festività con maggiore serenità.

Entrate tributarie in aumento

Sul fronte dei conti pubblici, il Mef certifica che nei primi dieci mesi del 2025 le entrate tributarie hanno raggiunto 471,6 miliardi, con un incremento di 9,3 miliardi (+2%). Le imposte indirette crescono in particolare grazie all’Iva, salita del 4,3% complessivo e del 3,3% sugli scambi interni, mentre l’Irpef mostra un calo del 2,2%, effetto diretto della riduzione del prelievo sui redditi medio-bassi derivante dalle riforme fiscali. In crescita, invece, le imposte sostitutive sui redditi di capitale e i versamenti derivanti da controlli e accertamenti, che raggiungono 12,8 miliardi, +9,6% sul 2024.

Serve più equilibrio

Il quadro che emerge è quello di un’Italia in movimento, in cui la spinta dei redditi da lavoro, rafforzata dalle misure fiscali, dialoga con una pressione tributaria che resta significativa, soprattutto nel mese di dicembre. Le tredicesime risultano dunque più pesanti, ma devono superare subito l’ostacolo delle scadenze fiscali. Nonostante ciò, il clima natalizio si presenta più sereno degli ultimi anni, con consumi in aumento e una fiducia che sembra consolidarsi, sostenuta sia dalle famiglie sia dai dati positivi delle entrate erariali.

Enrico Foscarini, 7 dicembre 2025

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