
Dopo quaranta giorni di paralisi amministrativa, gli Stati Uniti intravedono la fine dello shutdown più lungo della loro storia. Nella notte di domenica, il Senato ha approvato con 60 voti favorevoli e 40 contrari la prima fase dell’accordo bipartisan che permetterà la riapertura delle attività governative fino al 30 gennaio.
Otto senatori democratici hanno rotto la linea del partito per sostenere il compromesso, fra cui Jeanne Shaheen, Maggie Hassan, Angus King, Catherine Cortez Masto, Dick Durbin, John Fetterman, Tim Kaine e Jacky Rosen. Il testo, che include anche il pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti federali, dovrà ora passare alla Camera dei Rappresentanti prima della firma definitiva del presidente Donald Trump.
“Sembra che ci stiamo avvicinando molto alla fine dello shutdown”, ha dichiarato Donald Trump ai giornalisti dopo la votazione.
L’intesa prevede tre progetti di legge per finanziare diversi Dipartimenti, tra cui Agricoltura e Servizi ai Veterani, fino alla fine dell’anno fiscale. Garantito anche il rifinanziamento del programma di aiuti alimentari SNAP fino a settembre, mentre la questione dei sussidi sanitari legati all’Affordable Care Act sarà affrontata in una votazione separata a dicembre.
Il leader della maggioranza repubblicana John Thune ha spiegato: “Dopo 40 lunghi giorni, spero che potremo porre fine allo shutdown”. È stato proprio lui a guidare le trattative con la Casa Bianca e con alcuni esponenti democratici moderati, raggiungendo un compromesso che ha sbloccato l’impasse parlamentare.
Mercati euforici: borse mondiali in forte rialzo
La notizia dell’accordo ha immediatamente riacceso l’ottimismo sui mercati globali. In Asia le borse hanno chiuso in rialzo, con Tokyo +1,33%, Hong Kong +1,55% e Seul +3%. In Europa, Francoforte guadagna l’1,61%, Piazza Affari l’1,57%, Parigi +1,02% e Londra +0,77%.
“La settimana si apre con un segnale che i mercati attendevano da tempo: la possibile fine dello shutdown più lungo della storia americana”, osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro. L’esperto sottolinea che i future in rialzo testimoniano la fiducia degli investitori nella stabilità fiscale americana.
Debach aggiunge che “la prospettiva di una riapertura spinge gli operatori a prezzare una maggiore stabilità per la Federal Reserve, rimasta priva di dati ufficiali durante la chiusura”. Secondo il Congressional Budget Office, lo shutdown sarebbe costato circa 15 miliardi di dollari a settimana, con un impatto sul Pil stimato all’1,5% nel quarto trimestre.
Wall Street pronta a un’apertura in rally
Sull’onda dell’intesa bipartisan, i future di Wall Street si muovono in netto rialzo: il Dow Jones avanza dello 0,28%, l’S&P 500 dello 0,72%, mentre il Nasdaq segna un +1,30%.
Gli analisti prevedono un’apertura brillante per la borsa americana, alimentata dalla prospettiva di una riapertura del governo federale e dal calo delle tensioni politiche a Washington. Dopo settimane di incertezza, i mercati globali tornano a guardare con fiducia agli Stati Uniti, sostenuti da segnali positivi anche sul fronte commerciale con la Cina.
Enrico Foscarini, 10 novembre 2025
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