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C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.

C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.
C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.
C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.
C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.

C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.

“Raccontaci, in trenta righe, le paure di un Consulente Finanziario di fronte al rischio di espansione del contagio”.

Al telefono è la redazione di Wall Strett Italia che m’invita a scrivere per la rubrica “La Voce della Consulenza”. E’ il 24 Febbraio, lunedì mattina. Lo ricordo bene perché la Borsa di Milano apre a – 4, virgola qualcosa percento. Accade poco più di due mesi fa.

Nei giorni a seguire si delinea il quadro di quella che è dichiarata, appena due settimane più tardi, Pandemia da Nuovo Coronavirus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne conclama l’evidenza l’11 Marzo. Ricordiamo bene tutti che i mercati finanziari, sismografi di precisione, cominciano a manifestare segni generalizzati di “nervosismo”, per dirla con un eufemismo, ben prima di quella dichiarazione.

Impossibile però è stimare, da subito, la portata di quei segnali: tant’è che fino a prima di quella data tutte le borse mondiali (a eccezione di quelle asiatiche alle prese con l’esplosione dei contagi), sembrano disinteressarsi a quello che all’epoca appare come un tema sanitario circoscritto al “perimetro cinese”. E continuano a salire.

Chiudo la telefonata e comincio a scrivere d’istinto: metto fuori tutto d’un fiato ogni mia sensazione e senza badare al segno. Non credo sia necessario ricordare che nell’arco di qualche giorno il Vix registri un’impennata senza precedenti: solo quella appartenuta all’ultima recessione globale a noi più vicina, quella del 2008, la sfiora nei valori massimi. E per difetto. Pur se con il fallimento Lehman Brothers, all inclusive.

Intanto sul fronte sanitario balziamo, altrettanto fulmineamente, sul podio: l’Italia diventa il terzo paese in classifica per numero di contagiati e, ormai, seconda solo alla Cina per incidenza delle morti.

Dimenticheremo mai la caduta in picchiata di mercati finanziari rapidissimi e verticali come mai visti prima in un intervallo di tempo così breve?

In sintesi: progressione esponenziale dei contagi combinata a una volatilità fuori scala.

Eppure.. Credere con fiducia che da un momento così complicato ne saremmo potuti uscire con la Salute (in primis) preservata e con le Finanze di nuovo in ordine mi sembra l’unico vaccino emotivo utile da suggerire a me stessa e ai miei clienti, smarriti e giustamente preoccupati come me per l’avanzata di entrambe le emergenze.

Fare quel tipo di esercizio mentale m’induce a farne un altro come per osmosi: penso a quali debbano essere i giusti comportamenti che ci possano rafforzare, in un ambito e anche nell’altro. Mi sembra subito evidente che tanto per l’aspetto sanitario e sociale, quanto per quello finanziario molti dei risultati futuri sarebbero dipesi anche dai nostri stessi atteggiamenti.

Mantenimento delle distanze sociali unito alla capacità di Resistenza alle fibrillazioni dei mercati finanziari.

Nervi saldi, in due parole.

Ora riapriamo finalmente gli occhi, cosa vediamo? La dashboards del dipartimento della protezione civile ci segnala da giorni (numeri alla mano) risultati più che incoraggianti, soprattutto per il divario ormai conquistato tra la totalità dei casi esplorati e l’incidenza delle positività da contagio. Stesso dicasi per il numero dei guariti.

http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

Non a caso il nostro paese, e in special modo il meridione d’Italia, si è guadagnato il riconoscimento di “modello di successo” nella gestione dell’emergenza Covid-19, tanto da essere “esportato” anche all’estero.

Misuriamo la temperatura anche ai mercati finanziari: che dicono gli indici?

Proseguono nella manovra d’inversione di marcia, cominciata da qualche settimana, e sostenuta dai risultati che arrivano dal fronte sanitario e dagli stimoli politica economica e monetaria. Si tenta cioè di andare in direzione di una normalizzazione e si cerca la “Stabilità” (è il caso comunque di scriverlo tra virgolette). Testimone degli sforzi è proprio la volatilità che ora misura valori in un range più compatibile con un’idea di “normale incertezza” finanziaria piuttosto che di INSOSTENIBILE incertezza.

E’ un altro segnale di ottimismo che sembri dire: si prova a guardare avanti.

Lo dimostrano gli andamenti dell’ultimo mese:

C’è voglia di ripartire: i Mercati Finanziari provano a guardare Avanti.

Insomma c’è voglia di ripartire. Si tenta di imbroccare la direzione della risalita.

Quanto è probabile che i mercati finanziari, da ottimi anticipatori, guardino già a una fase 3, vale a dire a un’iniziale ripresa? E se così fosse, quale potrebbe essere l’eventuale forma del rimbalzo: disegnerebbe più probabilmente una “U”, una “V”, oppure una “W” ?

Si fa fatica a trovare risposte a domande che ospitino frasi al condizionale. Probabilmente è anche prematuro porsene. Pertanto la prudenza è più che d’obbligo.

Rispetto a cosa riusciamo, invece, ad avere ragionevoli certezze fin da subito?

Premesso che Il virus non abbia smesso di circolare, sappiamo per certo che si stia ritirando.

In più oggi conosciamo anche la proporzionalità diretta tra emergenza sanitaria e panic selling sui mercati: tant’è che se il virus arretra, la finanza avanza. Assodato quindi che tra l’instabilità sanitaria e quella finanziaria esista questa relazione d’interdipendenza, abbiamo capito che la disciplina adottata nei comportamenti, tanto sanitari quanto finanziari, funziona.

Cosa manca?

Ricordarci (semmai ce ne fosse bisogno) che perseverare in direzione della tenuta forte della Fiducia, quella di cui parlavo nell’articolo di Febbraio, è in ogni caso tra gli elementi di traino e di spinta in avanti nel quadro di quest’attualità di risultati.

 

Francesca Lauro

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