
Intesa Sanpaolo chiude il 2025 con risultati superiori alle attese, confermandosi tra i protagonisti del settore bancario europeo. L’utile netto sale a 9,3 miliardi di euro, in crescita del 7,6%, mentre la remunerazione per gli azionisti raggiunge livelli record con 6,5 miliardi di dividendi e 2,3 miliardi di buyback. Numeri che consentono al gruppo di guardare con fiducia al nuovo piano industriale, che punta a superare gli 11,5 miliardi di utile netto entro il 2029.
Commissioni protagoniste dei conti 2025
Ca’ de Sass apre la stagione delle trimestrali bancarie con un’accelerazione significativa nell’ultimo trimestre dell’anno, chiuso con 1,7 miliardi di utile, in aumento rispetto agli 1,5 miliardi dello stesso periodo del 2024. Nell’intero esercizio, il margine di interesse scende del 5,9% a 14,8 miliardi, ma il dato viene ampiamente compensato dalla crescita delle commissioni nette, che avanzano del 6,3% e sfiorano quota 10 miliardi.
Il gruppo sottolinea come i risultati del 2025 siano “pienamente in linea con le indicazioni per l’anno rese note al mercato” e superiori agli obiettivi del piano di impresa 2022-2025, confermando la solidità del modello di business.
Nel dettaglio, le commissioni da attività bancaria commerciale registrano una lieve flessione del 2,2%, mentre quelle legate alla gestione, intermediazione e consulenza crescono del 10%, spinte soprattutto dal forte incremento dell’attività di intermediazione e collocamento di titoli, in rialzo del 34,5%. Positivo anche il contributo del comparto assicurativo, che chiude il 2025 con un risultato di 1,8 miliardi, in aumento rispetto all’anno precedente.
Costi sotto controllo e redditività in miglioramento
Sul fronte dei costi, Intesa Sanpaolo mantiene una disciplina rigorosa, con spese operative in calo dello 0,6% a 11,5 miliardi. La riduzione delle spese per il personale, pari al 2,3%, compensa l’aumento delle spese amministrative e degli ammortamenti. Il risultato della gestione operativa sale così a 15,7 miliardi, rispetto ai 15,5 miliardi del 2024.
Migliora anche il cost/income ratio, che scende dal 42,7% al 42,2%, mentre aumentano le rettifiche di valore nette su crediti, passate da 1,27 a 1,75 miliardi, riflettendo un approccio prudente alla gestione del rischio.
Maxi dividendo e buyback per gli azionisti
Alla luce dei conti, il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea la distribuzione di 6,5 miliardi di dividendi, di cui 3,2 miliardi già corrisposti come acconto e 3,3 miliardi come saldo, in pagamento a maggio 2026. A questo si aggiunge un programma di buyback da 2,3 miliardi, autorizzato dalla Bce e previsto a partire da luglio.
La cedola riflette un payout ratio del 70% e, rapportata al prezzo medio del titolo nel 2025, garantisce un dividend yield del 7,5%, confermando Intesa Sanpaolo come uno dei titoli più generosi del settore bancario.
Piano al 2029: 500 miliardi di valore per gli stakeholder
Intesa è la prima grande banca italiana a presentare il nuovo piano industriale al 2029, che prevede un utile netto superiore a 11,5 miliardi e circa 50 miliardi di distribuzioni complessive agli azionisti nei cinque anni, con un payout ratio che salirà al 95% tra il 2026 e il 2029, combinando dividendi cash e buyback.
Il piano guarda però anche oltre la remunerazione dei soci. L’obiettivo dichiarato è la creazione di circa 500 miliardi di euro di valore complessivo, includendo quasi 374 miliardi di nuovo credito a medio-lungo termine destinato all’economia reale, alle famiglie e alle imprese, con una quota rilevante concentrata in Italia. A questo si aggiungono investimenti sulle persone del gruppo, sul rapporto con i fornitori, sul contributo fiscale e sul sustainable lending, che rappresenterà circa il 30% del nuovo credito erogato.
Ancora commissioni al centro della crescita futura
Nel nuovo piano industriale, le commissioni restano il principale motore dei ricavi, grazie a forti sinergie tra le divisioni e al rafforzamento della rete di consulenza. Intesa prevede l’inserimento di circa 3.700 nuove risorse dedicate alla consulenza entro il 2029, con l’obiettivo di sostenere una crescita significativa del risparmio gestito e delle attività finanziarie della clientela.
La scommessa sul risparmio e il progetto isywealth Europe
Proprio sulla gestione dei patrimoni si concentra una delle principali novità strategiche, con il lancio di isywealth Europe. Il progetto prevede la creazione di hub integrati in Francia, Germania e Spagna per servire diversi segmenti di clientela attraverso un mix di canali digitali e tradizionali. Il piano contempla circa 200 milioni di investimenti iniziali, senza ricavi attesi nel breve periodo, mentre a livello di gruppo gli investimenti tecnologici già realizzati sono destinati a contribuire alla riduzione dei costi nel quadriennio 2026-2029.
Messina: fusioni tra concorrenti non intaccano la leadership
Nel corso della conference call con gli analisti, l’amministratore delegato e ceo Carlo Messina ha sottolineato che “ogni eventuale integrazione o fusione dei nostri concorrenti, che al momento non si sono ancora realizzate, non cambierà la leadership di Intesa Sanpaolo”, aggiungendo che il gruppo può continuare ad attrarre “sempre più private banker e consulenti finanziari”. Secondo Messina, “ci vorranno anni per vedere un concorrente per Intesa Sanpaolo” e questo è “un momento in cui dobbiamo accelerare sulle banche estere”, chiarendo che “nell’eurozona non serve fare acquisizioni ma è meglio sfruttare le banche che già esistono”.
Wealth management e possibili acquisizioni mirate
Il ceo ha ribadito che Intesa Sanpaolo punta sulla propria infrastruttura tecnologica e sulle competenze per rafforzare la leadership nel wealth management, pur precisando che la banca “non può escludere di fare acquisizioni di reti di consulenti finanziari nel periodo del business plan”. Messina ha spiegato che ulteriori distribuzioni di capitale ai soci saranno valutate a partire dal 2027, quando il gruppo avrà maggiore chiarezza “sulla possibilità di fare acquisizione di reti di consulenti finanziari o agenti assicurativi”, osservando “quale sarà il vero trend in termini di potenziali acquisizioni di player di questo tipo”, con analisi focalizzate su Germania, Francia e Spagna e in particolare “a partire dalla Germania”.
Fiducia nel piano, risultati record e impatto sociale
Guardando al nuovo piano industriale, Messina ha dichiarato: “Credo che supereremo le aspettative del Piano”, dopo un 2025 che è stato “il miglior anno di sempre”, con “livello record per commissioni e attività assicurativa e sofferenze quasi azzerate”, elementi che “hanno preparato la strada per il nuovo piano di impresa”. Il ceo ha aggiunto che “il nuovo piano sprigiona sinergie in tutte le divisioni”, con un contributo crescente delle banche estere e di progetti come isywealth Europe, attraverso cui “esporteremo il nostro modello di business”, confermando che il piano “si fonda su tre pilastri principali: riduzione dei costi, prudente costo dei ricavi e basso costo del rischio”. Sul fronte delle prospettive, Messina ha indicato che “per il 2026 ci attendiamo un risultato netto di circa dieci miliardi di euro”, mentre sul piano sociale ha ribadito che “continueremo a confermare la nostra posizione ai vertici mondiali per impatto sociale”, prevedendo “un contributo di un ulteriore miliardo di euro per contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze nel periodo 2026-2029”.
Enrico Foscarini, 2 febbraio 2026
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