
La Procura di Milano sta passando al vaglio l’operazione che, tra gennaio e ottobre 2025, ha portato Monte dei Paschi di Siena (Mps) a conquistare il controllo di Mediobanca attraverso un’Ops da 13,5 miliardi di euro, accolta in Borsa dal 62% delle adesioni. Secondo gli inquirenti, l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente di Luxottica e della holding lussemburghese Delfin, Francesco Milleri, e l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, avrebbero concordato l’operazione senza comunicarlo al mercato, integrando così – per l’accusa – ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all’attività delle autorità di vigilanza.
Caltagirone
A 82 anni, Caltagirone resta uno dei protagonisti più influenti della finanza e dell’industria italiana, con un patrimonio articolato tra costruzioni, editoria e partecipazioni strategiche. Le indagini coordinate dai pm Luca Gaglio e Giovanni Polizzi, e sviluppate dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, gli contestano di aver taciuto al mercato un presunto concerto con la holding Delfin, guidata da Milleri. Per l’accusa, tale coordinamento avrebbe inciso sulle mosse che hanno portato Mps a consolidare il proprio ruolo nel riassetto del sistema finanziario italiano.
Milleri
Il manager Francesco Milleri, oggi a capo di Luxottica e della holding Delfin dopo la morte di Leonardo Del Vecchio e le tensioni fra i suoi otto eredi, è coinvolto nell’indagine come presunto co-regista dell’operazione. Delfin, con partecipazioni di peso in Mps, Generali e Unicredit, è ritenuta dagli inquirenti parte di un disegno congiunto finalizzato alla scalata a Mediobanca che avrebbe dovuto essere comunicato alla Consob, alla Banca Centrale Europea e all’Ivass, cosa che – secondo la ricostruzione dei magistrati – non sarebbe avvenuta.
Lovaglio e la trasformazione di Mps
Settant’anni, passato in UniCredit, Luigi Lovaglio è l’uomo che ha guidato il rilancio di Mps dopo anni di crisi, ricapitalizzazioni per 20 miliardi e scandali legati ai derivati. È ora indagato perché, come capo dell’istituto senese, avrebbe partecipato al coordinamento degli acquisti che hanno portato Mps e gli altri soggetti coinvolti a superare la soglia del 25% di Mediobanca, quota oltre la quale sarebbe stata necessaria un’Opa obbligatoria, obbligo che per la Procura sarebbe stato aggirato tramite un’azione concertata non dichiarata.
L’accusa: intese non comunicate e vigilanza aggirata
Secondo l’ipotesi della Procura, la regia dell’operazione sarebbe stata gestita in modo unitario e riservato, in violazione delle norme che impongono trasparenza al mercato e obblighi informativi verso le autorità. Il fulcro della contestazione riguarda il coordinamento degli acquisti di azioni sia di Mps – parte delle quote cedute dal Tesoro nel 2024 – sia di Mediobanca, finalizzati alla conquista della banca di Piazzetta Cuccia guidata allora da Alberto Nagel.
La risposta di Mps: piena collaborazione con i magistrati
In una nota, Monte dei Paschi ha reso noto di aver ricevuto un decreto di perquisizione, confermando che a Lovaglio è stato notificato un avviso di garanzia. Nel comunicato si legge che «le ipotesi di reato indicate nel documento fanno riferimento all’ostacolo alle funzioni di vigilanza ed alla manipolazione di mercato». La banca ha aggiunto di essere certa di poter fornire ogni elemento utile a dimostrare «la correttezza del proprio operato», ribadendo «piena fiducia nelle Autorità competenti» e garantendo massima collaborazione.
Anche il gruppo Caltagirone e Delfin, come persone giuridiche, risultano indagati ai sensi della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nell’interesse o a vantaggio delle società.
Il quadro resta in evoluzione, ma l’inchiesta segna uno dei passaggi più delicati nella storia recente della finanza italiana, toccando tre dei protagonisti più influenti del sistema economico nazionale. Chiusura pesante per Mps a Piazza Affari. Il titolo ha ceduto 4,56% a 8,33 euro, mentre Piazzetta Cuccia ha lasciato sul campo l’1,9% a 2,9% a 16,75 euro.
Enrico Foscarini, 27 novembre 2025
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