
Il napoletano Antonio Filosa, 52 anni con in tasca un master in ingegneria al Politecnico di Milano, è il nuovo amministratore delegato di Stellantis. Era dalla scomparsa di Sergio Marchionne che il gruppo erede di Fca-Fiat non aveva una guida italiana.
Filosa è stato scelto all’unanimità dal consiglio di amministrazione presieduto da John Elkann, dopo un estenuante processo di ricerca e selezione. Il manager napoletano era da tempo considerato il candidato favorito e la sua designazione compatta del cda vuole probabilmente provare a mettere a tacere la ridda di indiscrezioni sulle resistenze da parte degli azionisti francesi ad affidarsi a un italiano.
Stellantis stessa rimarca la comprovata esperienza di Filosa “maturata in oltre 25 anni di attività nel settore auto“, in tutto il mondo, una conoscenza dell’azienda definita “ineguagliabile” e la sua dote di leadership. In ogni caso, Filosa avrà un compito difficilissimo e dovrà fare appello a tutta la sua esperienza per rilanciare il gruppo.
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Non è un caso che fino a ieri Filosa ricoprisse la carica di responsabile delle attività del gruppo negli Usa e quella di capo della Qualità. Proprio gli Stati Uniti sono infatti il principale mercato di Stellantis, dopo che Marchionne ha acquisito Chrysler.
Una variabile quella americana, oggi ancora più delicata a causa dei dazi imposti e poi sospesi da Trump. Filosa è stata capace di ricucire i ricomporre lo strappo con il potentissimo sindacato americano Uaw, che era arrivato a sfiduciare apertamente il suo predecessore Carlos Tavares.
La “qualità” e il recupero del design italiano sono infatti le grandi leve che può azionare Filosa per fare fronte alla spietata concorrenza cinese e invertire del tutto la rotta rispetto al disastro industriale lasciato da Tavares tra errori strategici, continue delocalizzazioni produttive e la scelta di fare da cavallo di Troia in Europa per gli alleati cinesi di LeapMotors.
Filosa prenderà il comando di Stellantis il prossimo 23 aprile. Sulla sua strada c’è da risolvere l’emergenza della produzione:
- gli stabilimenti italiani in agonia.
- il destino di Maserati appeso a un filo in una crisi che ha sfiorato la tragicommedia con l’idea di proporre le supercar invendute in sconto agli operai.
Se Filosa riuscirà a ripetere anche solo una parte del “miracolo” compiuto da Marchionne, Stellantis avrà una terza vita. Tiepida l’accoglienza della Borsa al cambio della guardia: mentre scriviamo Stellantis avanza dello 0,6% a un prezzo di 9,27 euro. Le sale operative aspettano le scelte concrete.
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