Unicredit chiude il 2025 con un utile netto record di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% e ben oltre le attese del mercato. Un risultato che assume ancora più valore considerando oneri straordinari per 1,4 miliardi di euro, anticipati dalla banca “per rafforzare ulteriormente la traiettoria di medio periodo”. Nel solo quarto trimestre l’utile si è attestato a 1,8 miliardi, in aumento del 17% su base annua, pur segnando un calo congiunturale del 30%.
I ricavi netti annuali hanno raggiunto i 23,9 miliardi di euro, in lieve flessione dell’1,4%. A pesare è stata soprattutto la normalizzazione dei tassi, ma la banca ha compensato grazie a una solida crescita delle attività più redditizie e a una gestione disciplinata dei costi e del capitale.
Margine di interesse resiliente e commissioni in crescita
Il margine di interesse si è attestato a 13,7 miliardi di euro, in calo del 4,3% rispetto al 2024. Un risultato che Unicredit definisce “resiliente alla luce della riduzione dei tassi di interesse”, sostenuto dalla crescita dei prestiti nei segmenti a maggiore redditività, dall’aumento dei depositi della clientela e da una gestione prudente del pass-through sui depositi, che ha chiuso l’anno a una media di circa il 31% a livello di gruppo.
Molto positiva la dinamica delle commissioni e del risultato netto della gestione assicurativa, che hanno totalizzato 8,7 miliardi di euro, in crescita del 5,6% su base annua. La performance è stata trainata dalle commissioni sugli investimenti e dall’internalizzazione delle joint venture assicurative ramo vita in Italia, con un contributo complessivo pari a circa il 35% dei ricavi totali del 2025.
Trading in calo, dividendi in accelerazione
I proventi da negoziazione si sono fermati a 1,1 miliardi di euro, in calo del 32,6% anno su anno, principalmente per maggiori costi legati alla copertura del portafoglio strategico. In forte crescita invece i dividendi, pari a 980 milioni di euro, più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, grazie anche al consolidamento a patrimonio netto delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank.
Il costo del rischio è rimasto strutturalmente basso a 15 punti base, con rettifiche su crediti pari a 662 milioni. Il Cet1 ratio si è attestato al 14,7%, “grazie a una robusta generazione organica di capitale”, pari a 382 punti base nel 2025, capace di assorbire distribuzioni complessive per 9,5 miliardi di euro.
Il piano Unicredit Unlimited prevede maxicedole
Con la transizione da Unicredit Unlocked a Unicredit Unlimited, il gruppo punta a distribuzioni cumulate per circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi nei prossimi cinque anni. La banca precisa che “distribuzioni annue aggiuntive saranno valutate di anno in anno sulla base del capitale in eccesso a disposizione”. Nel solo 2025 la distribuzione agli azionisti è stata pari a 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 miliardi sotto forma di dividendi.
La strategia resta focalizzata sull’accelerazione della crescita redditizia e sull’espansione del business dalla base clienti esistente. Andrea Orcel ribadisce che “rimaniamo focalizzati su una esecuzione disciplinata in ogni contesto macroeconomico”, puntando su investimenti nella prima linea, maggiore integrazione tra fabbriche prodotto e rete distributiva, oltre a tecnologia e intelligenza artificiale.
Alpha Bank, Commerzbank e il tema M&A
Sul fronte delle partecipazioni, Orcel chiarisce che con Alpha Bank esiste “una forte collaborazione” e che “per ora rimane così”, sottolineando come il rapporto generi valore reciproco. Su Commerzbank, il ceo afferma che “al momento giusto, se le condizioni saranno favorevoli, tutto avverrà nel modo giusto”, ribadendo che la priorità resta l’esecuzione di un piano industriale ambizioso.
Secondo Orcel, il piano Unicredit Unlimited può generare molto più valore delle fusioni e acquisizioni, pur riconoscendo che l’Europa ha bisogno di più consolidamento bancario, soprattutto a livello transfrontaliero. La linea resta chiara: “non diluiremo i rendimenti dei nostri azionisti facendo operazioni che non corrispondono ai nostri parametri”.
Tecnologia, IA e crescita dell’utile per azione
La trasformazione del gruppo passa anche dall’intelligenza artificiale, dalla produttività e da una riallocazione delle risorse. Orcel ricorda che nel 2025 Unicredit ha assunto in Italia circa 1.100 persone e che un numero simile di assunzioni è previsto anche per l’anno successivo, affiancate da spostamenti interni resi possibili proprio dall’adozione dell’IA.
Il ceo evidenzia come la banca stia puntando a una crescita dell’utile per azione a doppia cifra nei prossimi tre-cinque anni, con un rendimento tangibile che dovrebbe salire dal 19% attuale al 23% al terzo anno e al 25% al quinto. Una crescita che “non si sta diluendo, ma sta aumentando la redditività per gli azionisti”, sostenuta da una distribuzione pari all’80% dell’utile netto, al netto del capitale in eccesso.
Italia best in class
Guardando al futuro, Orcel prevede che “il margine di interesse continuerà a crescere in modo sequenziale”, rendendo il confronto annuo più favorevole a partire dal secondo trimestre. La qualità degli attivi viene definita “molto stabile”, mentre costi e commissioni sono in linea o migliori rispetto agli obiettivi, con una riduzione dei costi prevista di circa l’1% annuo nei prossimi cinque anni, a fronte di maggiori investimenti in tecnologia e IA.
L’Italia si conferma best in class come motore della crescita del capitale del gruppo. Nel 2025 i prestiti sono cresciuti del 2,7% e i depositi del 3,8%, con un ampliamento della quota di mercato. Nonostante un contesto di tassi sfavorevole, i ricavi sono scesi solo del 3,1% e il margine di interesse, depurato dall’effetto tassi, è cresciuto del 4%. Il risultato è un Roac di circa il 27%, il più alto del Paese.
Nessun dossier Generali e azioni ai massimi
Sulle indiscrezioni relative a Generali, Orcel taglia corto parlando di “fantasie di persone che hanno bisogno di creare storie”, ribadendo che il gruppo assicurativo resta un partner industriale chiave, soprattutto nell’Europa centrale e orientale.
Intanto, il mercato premia i conti e la strategia del gruppo. In Borsa Unicredit tocca nuovi massimi storici, con il titolo in rialzo del 6% a 78,38 euro, dopo aver sfiorato quota 79 euro in apertura, confermando la fiducia degli investitori nella solidità e nella visione di lungo periodo della banca.
Enrico Foscarini, 9 febbraio 2026
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