Follie green anche in Scozia che, pur essendo uno dei territori europei con maggiore potenziale eolico, sta vivendo un paradosso energetico: una quota rilevante dell’elettricità prodotta dalle sue turbine non viene utilizzata.
Secondo dati diffusi dal Financial Times, nei primi sei mesi del 2025 i parchi eolici del nord della Scozia hanno dovuto spegnere quasi il 40% della produzione prevista, pari a 4 terawattora – energia sufficiente ad alimentare tutte le abitazioni scozzesi per sei mesi – a causa dell’impossibilità di trasmetterla verso aree con maggiore domanda. Questa “generazione limitata” (curtailment) è costata 117 milioni di sterline in compensazioni ai gestori, somme poi riversate sulle bollette di tutti i consumatori britannici.
Il problema è infrastrutturale: la rete elettrica britannica è stata costruita per distribuire energia da centrali a carbone e gas situate vicino ai centri urbani, non per trasportare grandi volumi di elettricità dalle remote coste scozzesi. Come evidenzia la BBC, ciò significa che in giornate ventose, mentre turbine offshore come quelle di Moray East e West sono costrette a fermarsi, centrali a gas nel sud del Paese vengono pagate per aumentare la produzione. Un esempio emblematico: il 3 giugno 2025, Ocean Winds è stata compensata con 72.000 sterline per non produrre energia, mentre nello stesso momento la centrale a gas di Grain riceveva 43.000 sterline per generare di più.
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Il sistema di bilanciamento della rete costa caro: oltre 500 milioni di sterline nel solo 2025, con previsioni di quasi 8 miliardi l’anno entro il 2030 se non si interviene. Questi costi minano la promessa che la transizione (ma sarebbe meglio chiamarla “una serie di follie green”) verso le rinnovabili avrebbe portato bollette più basse, poiché i limiti di trasmissione obbligano a mantenere in funzione impianti a gas più costosi, che determinano il prezzo di mercato.
Per risolvere il problema, il governo britannico sta valutando un sistema di prezzi regionali (“zonal pricing”): nelle aree con eccesso di produzione rinnovabile, come la Scozia, l’energia costerebbe molto meno (potenzialmente anche zero in certi momenti), incentivando consumi e insediamenti industriali locali. I sostenitori della proposta sono convinti che ciò eliminerebbe gran parte dello spreco, riducendo le compensazioni e i costi di rete; i critici, soprattutto tra i grandi operatori energetici, temono però incertezza sugli investimenti e disparità territoriali.
Intanto, la realtà resta quella di un Paese che spreca grandi quantità di energia pulita, paga per non produrla e continua a bruciare gas altrove, mentre i progetti di potenziamento della rete – pur in corso – non procedono abbastanza velocemente da intercettare tutto il potenziale eolico scozzese.
Enrico Foscarini, 11 agosto 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


