Economia e Logistica

SINDACATI

I Cobas bloccano Il Gigante

Il Gigante chiuderà il 10% dei supermercati: “Siamo in crisi non per il mercato ma perché il SI Cobas blocca il magazzino da un mese”

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La catena di supermercati Il Gigante è pronta a chiudere il 10% dei propri punti vendita e a mettere in cassa integrazione 6-700 dipendenti. La decisione, spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione di Rialto, società proprietaria del marchio, arriva dopo settimane di blocchi organizzati dal SI Cobas al magazzino di Bascapè (Pavia).

Siamo in crisi non per il mercato ma perché non ci lasciano lavorare”, denuncia Panizza. “Da inizio settembre ci hanno bloccato otto giorni. Su 200 camion che partono ogni giorno, ne escono 25 o 30. I supermercati restano vuoti e i clienti non trovano i prodotti”.

Il dirigente racconta un clima surreale: “Arrivano in due o tre davanti al cancello, tirano una corda e dicono: da qui non si passa. Poi decidono se far uscire un camion ogni ora o nessuno per tutto il giorno”. Secondo Panizza, “questa non è una protesta sindacale, ma un danno deliberato all’azienda e ai lavoratori stessi”.

Il magazzino di Bascapè, inaugurato solo un anno fa con un investimento “di decine di milioni di euro”, impiega 520 persone e serve settanta punti vendita in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna. “Abbiamo portato lavoro in una zona dove non avevamo nemmeno un negozio. Ora tutto è fermo”, spiega.

Alla base del blocco ci sarebbe la mancata assunzione di alcuni lavoratori a termine. “Di una decina di loro iscritti al SI Cobas, molti li abbiamo stabilizzati, ma per due o tre non assunti ci tengono chiusi i cancelli”. Un comportamento che, secondo Panizza, “snatura il diritto di sciopero. Scioperare è un diritto sacrosanto, ma non vuol dire bloccare chi vuole lavorare”.

L’impatto è enorme: milioni di euro di perdite e tonnellate di cibo buttato. “Serviamo 800.000 famiglie ogni settimana e ora non possiamo rifornire i negozi. È una crisi aziendale indotta, non dovuta a errori o mancanza di mercato”. Panizza denuncia anche l’inerzia istituzionale: “La Prefettura è assente. Arriva la Digos, guarda e se ne va. Intanto restiamo bloccati per ore”.
E conclude con un appello: “Non chiediamo privilegi, chiediamo solo di poter lavorare. Se il diritto di sciopero diventa il sequestro di un’azienda, non è più libertà, è abuso”.

Enrico Foscarini, 7 ottobre 2025

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