Economia e Logistica

L'ANALISI

Il paradosso dell’Occidente: milioni alle Ong che alimentano l’odio

Fondi pubblici e privati finanziano Ong che minano i valori dell'Occidente, sostenendo movimenti radicali e islamismo

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L’Occidente si trova davanti a un paradosso che rischia di minarne le fondamenta. Da un lato proclama di difendere la libertà, la democrazia e i diritti umani; dall’altro finanzia, con miliardi di euro e dollari, Ong e associazioni che spesso si muovono in direzione opposta a quei principi. L’assassinio di Charlie Kirk, vittima di odio e intolleranza per aver espresso le sue opinioni, è un simbolo drammatico di questa contraddizione: mentre l’Occidente non riesce più a tutelare i propri cittadini che esercitano la libertà di parola, continua a riversare fondi su realtà che alimentano l’odio politico e, in alcuni casi, sono collegate a organizzazioni estremiste.

I finanziamenti in Europa

L’Unione europea ha una tradizione consolidata nel sostegno a progetti che promuovono inclusione, giustizia sociale e lotta al razzismo. I programmi europei più rilevanti sono:

  • Europa per i Cittadini: fino a 500.000 euro per progetti di sensibilizzazione civica.
  • AMIF (Asylum, Migration and Integration Fund): da 100.000 a 1,5 milioni di euro per l’integrazione dei migranti.
  • Horizon Europe: fino a 10 milioni di euro per progetti di ricerca su inclusione e diritti umani.
  • EACEA: fino a 1,5 milioni di euro per progetti culturali ed educativi.

A questi si aggiungono fondazioni private – come Open Society e Ford – che garantiscono contributi da 100.000 a 1 milione di euro.

Totale stimato per l’Europa: 450.000 – 15 milioni di euro.

Un fiume di denaro che, almeno sulla carta, dovrebbe rafforzare la democrazia. Ma nella pratica, una parte di questi fondi finisce a Omg che intrattengono rapporti diretti o indiretti con gruppi radicali islamisti e con movimenti che promuovono intolleranza politica e religiosa.

I finanziamenti negli Stati Uniti

Anche negli Stati Uniti la dinamica è simile, con la differenza che la distribuzione dei fondi oscilla in base alle amministrazioni politiche (Trump ha tagliato molte liberalità concesse da Biden).

  • Dipartimento di Stato (Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor): 500.000 – 1,5 milioni di dollari per progetto sotto l’amministrazione Biden.
  • USAID: fino a 5 milioni per progetti internazionali su diritti umani e inclusione.
  • Fondazioni private (Open Society, Ford, MacArthur): da 100.000 a 2 milioni di dollari per progetti pluriennali.

Totale stimato per gli USA: 600.000 – 11,5 milioni di dollari.

La contraddizione dei fondi occidentali

Sommando Europa e Stati Uniti, il flusso complessivo potrebbe superare i 25 milioni di euro ogni anno. Ma il problema non è solo economico: è culturale e politico.

L’Occidente predica libertà di espressione, tolleranza e pluralismo, ma finanzia movimenti che – pur presentandosi come “antirazzisti” o “antifascisti” – spesso finiscono per:

  • legittimare l’odio politico e la violenza verbale e fisica, come nel caso di Charlie Kirk;
  • demonizzare chi difende posizioni conservatrici o filo-occidentali;
  • sostenere campagne di boicottaggio che si trasformano in piattaforme di propaganda antisemita.

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Un aspetto ancora più allarmante riguarda i legami tra alcune Ong finanziate dall’Europa e movimenti islamisti radicali.

  • Hamas: raccoglie fondi attraverso criptovalute, donazioni religiose (Zakat) e, indirettamente, tramite ONG europee.
  • Università Islamica di Gaza: fondata dai Fratelli Musulmani, è un centro di reclutamento per Hamas e ha ricevuto milioni di euro da Erasmus+ e Horizon 2020.
  • Islamic Relief Germany: nonostante legami accertati con Hamas e Hezbollah, è stata certificata dalla Commissione Europea come partner umanitario fino al 2027.
  • FEMYSO (Forum of European Muslim Youth and Student Organisations): attiva in decine di università, è collegata alla Fratellanza musulmana e riceve fondi europei.
  • ENAR (European Network Against Racism): 1,1 milioni di euro ricevuti, guidata da figure vicine all’islam politico.

Secondo Ngo Monitor, tra il 2015 e il 2021 dall’Italia sarebbero partiti circa 23 milioni di euro destinati a Ong della Cisgiordania e della Striscia di Gaza legate al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), classificato come gruppo terroristico da Stati Uniti, Ue e Israele.

L’Occidente che si autodistrugge

Qui sta il nodo centrale: sotto l’etichetta dell’antirazzismo e della giustizia sociale, una parte dei fondi occidentali finisce a rafforzare organizzazioni che promuovono antisemitismo, intolleranza religiosa e persino terrorismo.

Il risultato è che, mentre l’Occidente si illude di diffondere i valori universali della democrazia, in realtà finanzia chi mira a distruggere quel modello. L’aggressione a Charlie Kirk, simbolo della libertà di parola sotto attacco, diventa l’immagine perfetta di questa contraddizione.

È urgente, quindi, distinguere tra chi promuove realmente libertà e uguaglianza e chi, dietro quelle stesse parole, nasconde agende politiche radicali.

La domanda da porsi è semplice: può l’Occidente sopravvivere se continua a finanziare chi lavora per la sua distruzione?

Se non ci sarà una revisione profonda dei criteri di finanziamento e un controllo rigoroso sulla destinazione dei fondi, il rischio è che i valori di libertà e pluralismo diventino la vittima silenziosa di una miopia politica che si paga a caro prezzo – in Europa, negli Stati Uniti e persino nelle strade delle nostre città.

Enrico Foscarini, 14 settembre 2025

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