
Un anno fa Keir Starmer entrava a Downing Street acclamato come il leader che avrebbe riscattato il Regno Unito dopo anni di caos conservatore. Oggi il suo governo arranca: i sondaggi lo danno superato dalla formazione populista di Nigel Farage, Reform UK. Il Partito Laburista è crollato dal 33% al 24%. Il gradimento personale di Starmer è precipitato dal 61% al 23%.
Il sogno di un «decennio di rinnovamento» si sta trasformando in un incubo politico.
Fuga di Paperoni e tasse record
Il malcontento nasce soprattutto da un aumento della pressione fiscale senza precedenti. L’abolizione del regime fiscale dei “non dom” ha già provocato una fuga di capitali e investitori da Londra. Starmer e la sua Cancelliera Rachel Reeves hanno cercato disperatamente di ripianare un buco da 22 miliardi di sterline con nuove tasse e tagli al welfare, ma senza successo.
Dopo il fallimento della manovra sul welfare, il governo ha perso credibilità. Reeves, lasciata sola da Starmer in Parlamento mentre scoppiava in lacrime, è diventata simbolo dell’improvvisazione di questa stagione laburista.
Migranti e crimine, l’accusa di lassismo
Sul fronte dell’immigrazione, i numeri smentiscono le promesse: gli sbarchi dal canale della Manica sono aumentati del 48% in un anno. L’opinione pubblica percepisce il governo come debole e privo di controllo. I media conservatori accusano Starmer di “buonismo” e di favorire l’illegalità anziché reprimerla.
La linea dura promessa contro i trafficanti si è dissolta nei fatti. Il risultato? Spazio politico lasciato a Nigel Farage, che continua a crescere nei sondaggi proprio cavalcando il tema sicurezza e immigrazione.
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Spese militari fuori controllo e conti a rischio
Nonostante le difficoltà di bilancio, Starmer ha confermato l’impegno a portare la spesa per la difesa fino al 5% del Pil. Una promessa che cozza contro un deficit di 30 miliardi di sterline e tassi d’interesse sempre più alti sui titoli di Stato. Anche perché il rapporto debito/Pil si appresta a sfondare il 100% in una folle corsa al downgrade del rating sovrano.
La sterlina ha perso terreno e gli investitori internazionali temono una nuova instabilità britannica.
La fronda interna e il rischio collasso
All’interno del Labour cresce la fronda che chiede nuove tasse patrimoniali sui ricchi per coprire il buco nei conti. Ma ogni settimana che passa, la credibilità di Starmer si sgretola. Reeves è sempre più isolata e a rischio. La possibilità di una “staffetta” a Downing Street è sempre più concreta.
Il rischio concreto è che Starmer si stia rapidamente avviando a trasformare una maggioranza storica in un’occasione sprecata.
Farage avanza e sogna il sorpasso
Il crollo del Labour non è solo nei numeri, ma nella percezione. Se si votasse oggi, Farage potrebbe ottenere la maggioranza relativa dei seggi. Un terremoto per il Regno Unito e per il sistema elettorale maggioritario che sembrava garantire stabilità.
Starmer ha ancora tempo per riprendersi. Ma deve cambiare radicalmente rotta, cioè deve smetterla una volta e per sempre di fare il socialista.
Enrico Foscarini, 17 luglio 2025
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