Infrastrutture

Traforo del Monte Bianco da stasera chiuso per lavori…e per Parigi

Inizia un fitto calendario di chiusure notturne e nel 2027 dovrebbe ricominciare la manutenzione della volta e quindi il blocco totale

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Da questa sera il Traforo del Monte Bianco chiude per lavori di manutenzione; le chiusure notturne programmate per consentire alcuni interventi in particolare sulle volte della galleria interromperanno la circolazione dalle 22 alle 6.

E non solo stasera: le chiusure sono previste anche nelle notti tra  martedì 15 e mercoledì 16, tra mercoledì 16 e giovedì 17, tra giovedì 17 e venerdì 18 settembre. La seconda serie di interruzioni è invece in programma tra lunedì 21 e martedì 22 settembre, tra martedì 22 e mercoledì 23, tra mercoledì 23 e giovedì 24 e tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre.

Ma si tratta solo dell’antipasto. Una delle principali strade di attraversamento alpino dopo aver bypassato il 2026 senza chiusure prolungate, come era invece avvenuto nel 2024 e nel 2025, si troverà ad affrontare inevitabilmente un periodo critico.

Mentre i francesi nella vale di Chamonix, gestita da una maggioranza verde, continuano ostinatamente a opporsi (con il sostegno politico di Parigi) all’ipotesi di costruzione di una seconda canna sotto il Bianco, la sorte sembra essere segnata: in due anni sono stati ristrutturati nel Traforo, chiuso per mesi, circa 600 metri di volta. Ne rimangono ben 5 chilometri che richiedono interventi di manutenzione destinati inevitabilmente a sfociare in chiusure prolungate dei transiti. Non è ancora fissato un calendario definitivo delle future chiusure lunghe, perché deve essere prima deciso il metodo con cui completare la ristrutturazione della volta. La decisione spetta ai governi italiano e francese.

Proiettando sul futuro i tempi di realizzazione dell’intervento effettuato nel 2024 e nel 2025 a un ritmo di circa 300 metri all’anno con chiusure di mesi, non è azzardato prevedere per la più importante arteria alpina, prevedere chiusure di due o tre mesi all’anno per i prossimi quindici anni.

Il che significa blocco del traffico merci, ma anche fortissime limitazioni al turismo in Val d’Aosta con estensione non solo alla Francia ma anche ai flussi provenienti dalla Svizzera e in particolare dall’area di Ginevra.

Mentre è previsto già un fitto calendario di chiusure notturne in ottobre, novembre e  dicembre, a oggi  non è stato ancora pubblicato un calendario ufficiale delle chiusure 2027 del Tunnel del Monte Bianco. E soprattutto non è stata ancora calendarizzata una nuova chiusura plurimensile per la ristrutturazione della volta.

Frejus, Gottardo, San Bernardino e Gran San Bernardo dovrebbero sopportare l’ondata di piena di traffico dirottato dal Bianco, in una situazione che già oggi è di grande sofferenza, con un congestionamento cronico.

La posizione ufficiale della Francia è nettamente contraria al raddoppio: Parigi non considera prioritario costruire un secondo tubo al Monte Bianco. Il ministro francese dei Trasporti ha riferito recentemente al Parlamento che, nei colloqui con Matteo Salvini e nell’ambito del Trattato del Quirinale, la Francia ha risposto alle richieste italiane indicando come priorità l’apertura del secondo tubo del Fréjus e la messa in sicurezza dell’attuale Monte Bianco.

Una posizione dietro alla quale non si cela solo l’ambientalismo di Chamonix e comuni vicini; anche una politica di perenne limitazione del traffico nelle regioni alpine, che, guarda caso, è destinata a penalizzare le produzioni e l’export italiano a tutto vantaggio dei cugini transalpini.

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